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Politica

L'intervista
Terribile: «La sede? Non conta»

di FABIO PERUGIA



«ORMAI passo la mia vita al telefono o davanti a un computer a spedire le e-mail. A differenza degli altri circoli, quelli della libertà non hanno bisogno per forza di una sede: il nostro obiettivo è l'aggregazione».

Michela Terribile racconta come funziano i suoi Circoli. L'avvocato romano è promotrice dei Circoli della libertà del Lazio, e sta mettendo a punto gli ultimi dettagli per il primo meeting nazionale del movimento di Michela Vittoria Brambilla.
Avvocato, come procede l'organizzazione per il 6 ottobre?
«Il grosso è fatto. Quattromila sedie alla Nuova Fiera sono pronte per i nostri soci che si stanno mobilitando da tutta Italia».
Ci spieghi come funziona un Circolo.
«Siamo tanti gruppi di persone che mettono sul tavolo alcune problematiche. I principali argomenti sono la sicurezza, le tasse e la sanità».
Dove vi riunite?
«La vita di un circolo è fatta di contatti telefonici, ci aggiorniamo attraverso la Rete, con gli sms. Siamo molto attivi con il nostro giornale e la tv delle libertà. Se poi serve una reale sede dove dobbiamo prendere delle decisioni ci riuniamo, per esempio, in abitazioni private».
Quindi sono virtuali?
«Le vere e proprie sedi non sono tante. Ma vogliamo diffondere la nostra filosofia tra tutti i cittadini. L'obiettivo non è la sede, ma riunire una massa di persone, creare aggregazione».
Sentire l'esigenza di diventare un partito?
«Vogliamo diventare un partito politico, i cittadini ce lo chiedono. Da noi il partito unico già esiste».
f.perugia@iltempo.it









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