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Berlusconi: «Subito al voto o si scende in piazza

Ore contate per i Dl, Rotondi si prepari al salto»

Berlusconi è comunque intervenuto telefonicamente. È stato un intervento a 360 gradi, particolarmente deciso su alcuni punti, tra cui le elezioni anticipate. Berlusconi è tornato a chiederle, ribadendo la volontà di scendere in piazza per ottenerle. «Non accetteremo nessun governo di transizione, nessun governo istituzionale - ha detto il Cavaliere - e chiederemo, se sarà necessario anche scendendo in piazza, un ritorno immediato alle urne per ridare al Paese un governo democratico, liberale e coeso. Avremo la possibilità di ricaricarci presto del governo del Paese, e questo avverrà in fretta». «Credo - ha continuato il leader di FI - che questo sia qualcosa di ineludibile, che accadrà sicuramente e proprio in vista di questa nuova assunzione di responsabilità dobbiamo restare uniti, lavorare tutti insieme per prepararci a governare nuovamente l'Italia nella libertà e nella democrazia». Una strizzata d'occhio ai padroni di casa subito trasformata in una mano tesa. Rivolgendosi a Rotondi, il Cav ha parlato della Dca come «partner strategico del blocco cattolico e di quello riformista che costituiscono la Cdl». «Tu e i tuoi amici - ha sottolineato Berlusconi rivolgendosi al leader del Dca - avete collocato questo partito nell'unico luogo politico in cui potrebbe stare la Dc, cioè nel centro alternativo alla sinistra». E sempre rivolgendosi a Rotondi, il Cavaliere ha ricordato che il giorno delle primarie e la fine del partito della Marggherita sono vicini: «Il 14 ottobre ci sarà una defaillance della maggioranza in Senato. Come hai detto tu, Gianfranco, il 14 ottobre si spegneranno le luci sulla Margherita. Ci saranno molti in Senato e nelle amministrazioni locali che sono stati eletti con il simbolo della Margherita che si sentiranno sciolti dall'impegno verso un partito che è morto, che non c'è più, e saranno perciò liberi di decidere in piena autonomia se entrare nel Pd, in un'altra formazione del centrosinistra o molto più probabilmente in una formazione di centro che si richiama alle radici ideali della Dc». Sempre rivolgendosi direttamente al segretario della Dca Rotondi, Berlusconi ha sottolineato ancora che con la fine della Margherita «ci sarà la possibilità di vedere molti che hanno militato, in questi anni, in questo partito, guardare a te e alla tua formazione politica con grande interesse. Essi penseranno, infatti, che voi potrete offrire loro una casa rispettosa delle loro radici. Quindi - ha concluso - credo ci saranno novità positive per tutti noi». Un messaggio di invito, quello del Cavaliere, che ha trovato nel ricevente Gianfranco Rotondi, l'immediata conferma di un intento comune. «Emerge una volontà comune di costruire la Federazione e il futuro Partito della Libertà attraverso un rapporto preferenziale e preliminare tra le forze che si riconoscono nel Ppe, a partire da Forza Italia, Udc e Dc per le autonomie». «Il 14 ottobre - ha proseguito Rotondi citando alla fine del meeting le parole del Cavaliere - la Margherita chiuderà i battenti e chi non ha aderito al Pd si troverà senza casa. Se il il nostro compito, come dice Berlusconi, è quello di fare della Dca il mattone di una nuova casa, non posso che rispondere come ha fatto Garibaldi: obbedisco, siamo pronti a fare il salto». politico@iltempo.it

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