La politica si stringe attorno a don Pierino Gelmini, lo difende e rinvia al mittente quelle che considera semplici calunnie. È soprattutto l'opposizione a far sentire la propria voce. Dopotutto don Gelmini non ha mani nascosto la propria simpatia per il centrodestra. Silvio Berlusconi gli donò pubblicamente 5 milioni di euro e Gianfranco Fini, dopo l'approvazione della legge antidroga che porta il suo nome, ricevette il ringraziamento caloroso del sacerdote. «Affido a voi di An - gli disse davanti alla platea della conferenza programmatica del partito - il compito di difendere i principi cristiani. Sono con voi, non potevo essere altrove». Così la Cdl si schiera compatta al fianco del sacerdote. «Tra le tante persone che conosco, poche hanno fatto per gli altri quello che ho visto fare a Don Pierino Gelmini» dichiara il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini. «Penso alle migliaia di ragazzi che in tutto il mondo ha tolto dalla strada e salvato dalla droga, restituendo loro una nuova vita. In questo momento - aggiunge - voglio ribadirgli il mio affetto e la mia vicinanza». Più duro l'ex ministro Maurizio Gasparri (An) che lancia, per il 15 agosto, il don Gelmini-day. «Tutti coloro che sono con don Gelmini e contro la droga - è la sua proposta - si potranno trovare a Zervò sull'Aspromonte calabrese. Nella sua comunità daremo luogo a un grande don Gelmini day. Entro quella data vogliamo sia fatta luce sui calunniatori. Non possiamo attendere oltre». «Mi auguro che i magistrati di Terni agiscano con immediatezza - sottolinea -. Nessuno è sottratto al rispetto della legge. Neanche don Pierino. Ma magistrati che conoscono il suo valore, che fa cose positive che mai giudici e carceri potranno fare, quanti minuti devono impiegare per smascherare calunniatori così sfrontati? Sappiano, questi giudici, che se per accuse false qualcuno dovesse lasciare le comunità di don Pierino e morire per overdose qualcuno avrebbe sulla coscienza queste morti. In ogni caso siamo in molti che, legalmente, moralmente e fisicamente impediremo che venga scalfita un'opera». «La vita, la storia, l'impegno di Don Gelmini meritano il più assoluto rispetto» gli fa eco il Presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai Mario Landolfi. «Quanto accadde a Muccioli si ripete per don Gelmini» attacca Alfredo Mantovano. Mentre un altro ex ministro di An, Gianni Alemanno, sottolinea come «un uomo che da sempre combatte contro una delle piaghe più gravi del nostro tempo, non merita questo linciaggio mediatico». Tocca però al portavoce del partito Andrea Ronchi esprimere la proprio solidarietà e «quella di tutta Alleanza nazionale» a don Gelmini. «Mi auguro - dichiara - che chi ha formulato accuse tanto pesanti a suo carico si faccia un esame di coscienza e che la magistratura renda al più presto giustizia ad un uomo verso cui tutti noi dovremmo nutrire immensa gratitudine». Per l'Udc scende in campo anche Rocco Buttiglione che, pur ribadendo «il rispetto per l'azione dei giudici e la fiducia nella magistratura», non si lascia sfuggire l'occasione per «denunciare politicamente con sdegno e forza l'attacco che si rivolge contro la Chiesa italiana colpevole di non piegarsi ai poteri del momento e di testimoniare con semplicità di cuore la propria fede». E se il capogruppo centrista a Montecitorio Luca Volontè parla di «furore anticattolico» e invita il Guardasigilli Clemente Mastella ad inviare gli ispettori nella procura di Terni, il segretario della Dc per le Autonomie Giafranco Rotondi attacca l'«indegna congiura mediatica contro don Pierino Gelmini». Qualche espressione di solidarietà arriva anche dall'Unione. «Noi conosciamo un altro don Gelmini - sottolinea il capogruppo dell'Udeur alla Camera Mauro Fabris -, quello che tanto bene ha fatto a migliaia di persone ridando speranza e vita ad altrettante famiglie. Siamo fiduciosi nell'attività della magistratura e ci auguriamo che presto tutto venga chiarito restituendo don Gelmini alla sua attività pastorale e alla sua dignità di uomo». Me