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Politica

I monarchici: «Si vuole esaltare
l'attentatore di Umberto I»

di GIANLUCA FERRETTI L'IDOLO della sinistra massimalista comunista ora è l'attentatore di re Umberto I, l'anarchico Giovanni Passannante.

E nel suo nome intervengono le istituzioni, come la Regione Basilicata, con iniziative e "investimenti". L'uomo che il 17 novembre 1878 ferì il sovrano e il presidente del Consiglio Benedetto Cairoli verrà celebrato il prossimo 11 maggio nel suo paese natale, Savoia di Lucania. Alla sua "causa" è stato dedicato negli scorsi mesi anche uno spettacolo, intitolato "L'innaffiatore del cervello di Passannante", allestito nel teatro Cometa Off e piaciuto al segretario del Pdci Oliviero Diliberto e alla senatrice di Rifondazione Comunista Heidi Giuliani (la madre di Carlo). Proveniente dall'allora comune di Salvia (dopo l'attentato divenne Savoia di Lucania), Passannante è oggetto di una discreta ma efficace campagna di riabilitazione da parte di entrambi i partiti che si richiamano al comunismo: l'elemento unificante è il suo "cervello", dal 1936 è uno dei protagonisti delle collezioni del Museo Criminologico di Roma dell'Amministrazione Penitenziaria del ministero della Giustizia, a Roma, a via Giulia. Morto nel 1910 (32 anni dopo l'attentato), il cranio dell'anarchico lucano venne sottoposto alle indagini scientifiche ideate da Cesare Lombroso, l'antropologo di fama internazionale che aveva realizzato i più noti testi di fisiognomica criminale. Staccata dal corpo, ora la sua testa è diventata l'emblema di una battaglia per riunirla ai resti già sepolti. Ma non mancano le voci contrarie alle iniziative "celebrative". Nello stesso comune della Basilicata è attivo un comitato "pro-Savoia". E il segretario nazionale dell'Unione Monarchica Italiana Sergio Boschiero, che ha visitato il piccolo centro lucano, ha scritto una lettera al ministro della Giustizia Clemente Mastella perché «non si consumi l'ipotesi della riabilitazione di un mancato assassino di un Capo dello Stato». Boschiero, che da ieri si trova alla "Fiera della Politica" al Parco Esposizioni di Novegro (Milano) con uno stand dell'Umi, interviene e sottolinea che «alla lettera inviata al Guardasigilli ancora non c'è stata una risposta». Ricorda che «sarebbe come esaltare le spoglie di chi ha ucciso Aldo Moro: siamo senz'altro favorevoli ad una sepoltura cristiana purchè non si arrivi alla santificazione di un attentatore. E la Regione Basilicata è intervenuta anche a favore del suo ricordo». Boschiero ha anche sconsigliato Emanuele Filiberto di partecipare a una festa in suo onore programata in quel comune nella giornata di martedì primo maggio: «Il tentativo di spacciare come un semplice atto dimostrativo un mancato regicidio deve invogliare gli italiani a tenere gli occhi bene aperti. Si tratta di un revisionismo pericolosissimo, e di un attacco al principio di autorità che non può fare sperare in un futuro di pace». politico@iltempo.it









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