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La giornata della memoria

Palermo ricorda Borsellino Pene ridotte a Giuseppe Riina

Ma proprio questa «giornata della memoria» coincide con la sentenza della corte d'appello di Palermo, che ha ridotto da 14 anni e 8 mesi a 11 anni e 8 mesi la pena inflitta a Giuseppe Riina, figlio di uno dei mandanti della strage di via D'Amelio, il boss corleonese Totò Riina. Palermo, dunque, è scesa in strada per ricordare l'eccidio mafioso: nel luogo della strage giovani boy-scout hanno inscenato il gioco dell'oca dell'antimafia e studenti di medie ed elementari hanno ricordato con spettacoli, balli e canti il sacrificio di un giudice che non hanno mai conosciuto. «È straordinario - ha detto Rita Borsellino, sorella del magistrato ucciso - che ragazzi nati dopo la morte di mio fratello siano qui a rinnovarne la memoria. Vuole dire che tra genitori e figli c'è stato una vero e proprio passaggio del testimone». Il presidente della Repubblica Napolitano ha affidato il proprio pensiero a una lettera indirizzata alla vedova del magistrato. Per il capo dello Stato il sacrificio di Borsellino resta un «monito» e ha invitato «a non abbassare la guardia nella lotta per debellare le insidie di questo gravissimo fenomeno criminoso». Un invito a «proseguire la battaglia» è giunto anche dal presidente della Camera Fausto Bertinotti. Alla moglie del giudice ucciso ha scritto anche il sindaco di Palermo Cammarata. Decine i messaggi inviati da politici nazionali e regionali di diversi schieramenti, uniti nel ricordo di Borsellino. Fitto il programma delle manifestazioni ufficiali: dalla deposizione di corone in via D'Amelio, a cui ha preso parte Mastella («sono qui per onorare un eroe della democrazia», ha detto il ministro) a quella in ricordo delle vittime dell'eccidio che si è tenuta nella caserma di polizia «Lungaro». C'era anche il sottosegretario agli Interni Minniti, che si è detto soddisfatto per un'altra coincidenza: la costituzione, proprio nel giorno dell'anniversario della strage, della commissione Antimafia. E ancora l'affollata assemblea nel palazzo di giustizia di Palermo e la seduta solenne del consiglio comunale. Le commemorazioni sono proseguite in serata con una fiaccolata per le strade della città organizzata da Azione Giovani e con il dibattito su «Società e mafia: aggiornare l'analisi per pensare nuovi strumenti di contrasto alla criminalità organizzata» alla biblioteca comunale. Accanto all'albero d'ulivo posto a fianco della lapide in memoria delle vittime hanno sfilato anche il procuratore nazionale antimafia Grasso, il procuratore generale di Catania Tinebra e il presidente della Regione siciliana Cuffaro. E proprio Cuffaro è stato protagonista di una dura polemica con la direzione di Sky. Il governatore siciliano ha diffidato i responsabili dal trasmettere il documentario «La mafia è bianca». Ma il canale satellitare ha deciso di mandare regolarmente in onda il filmato di Stefano Maria Bianchi e Alberto Nerazzini, già uscito in dvd, all'interno di una serata interamente dedicata a Paolo Borsellino. Secondo Cuffaro - che ha già presentato una querela - il documentario, che parla di episodi relativi ai rapporti tra mafia e politica, sarebbe diffamatorio.

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