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Politica

La Russa, Matteoli e Gasparri si incontrano al bar e «processano» Fini

«Dobbiamo scuoterlo, non può affrontare la campagna elettorale in queste condizioni»

di NICOLA IMBERTI UN VERTICE vero e proprio, lontano dai riflettori e da occhi indiscreti.

Luogo dell'incontro, il gran caffè «La Caffettiera», a piazza di Pietra, a due passi dal Parlamento. È lì che ieri mattina, tra un intervento e l'altro del convengo sul partito unico organizzato dal comitato di Todi, si sono riuniti Altero Matteoli, Ignazio La Russa e Maurizio Gasparri. Praticamente il 60% del gotha di Alleanza Nazionale (mancavano all'appello Gianni Alemanno e Francesco Storace). Un aperitivo che si è subito trasformato in un'occasione per fare il punto sulla situazione del partito. Ma anche un pre-incontro prima della cena tra Gianfranco Fini e i suoi colonnelli. I tre, però, non si sono limitati a riempire qualche casella vuota dell'organigramma (coordinatori regionali ecc.), ma si sono scatenati in un vero e proprio processo a Gianfranco Fini. «È malato - ha tuonato La Russa - non lo vedete che è dimagrito, gli tremano le mani. Non so di che tipo di malattia si tratti, ma o guarisce o sono guai. Non possiamo permetterci di affrontare una campagna elettorale con Fini in queste condizioni». Il più preoccupato, però, sembra Altero Matteoli. «La vera questione - dice il neo-responsabile dell'organizzazione del partito - è chiedersi chi è Fini oggi. Dobbiamo rispondere a questa domanda». E poi aggiunge: «Dobbiamo andare da lui prima di agosto, altrimenti parte per le ferie e scompare. Dobbiamo andare e dirgli: "Gianfranco, svegliati!". Che ne so, se serve, prendiamolo a schiaffi, ma scuotiamolo!». La Russa e Gasparri annuiscono. «Forse - aggiunge Matteoli - comincia a pentirsi di aver fatto l'accordo all'assemblea nazionale». «Fidati - gloi risponde La Russa - è stato meglio così». Gasparri non sembra proprio convinto e allora La Russa insiste: «Se fossero nate una maggioranza e un'opposizione sarebbe stato un massacro per il partito». Dopo gli attacchi arriva il momento delle ricette. Che fare? «O diciamo che andiamo avanti senza Fini - ipotizza Matteoli -, ma non possiamo permettercelo, oppure troviamo una soluzione». Sul partito, inoltre, spesa come una spada di Damocle, la questione del partito unico. «Se anche l'Udc ci sta - dice Gasparri - noi dobbiamo capire cosa fare». «Sì - lo blocca La Russa - però sul partito unico non possiamo far fare le trattative a Gianfranco. Non è capace. Quelli gli telefonano, gli dicono che vogliono togliere quello e mettere quell'altro, e lui dice sempre di sì». Matteoli, però, sembra avere la soluzione. «Credo che se noi teniamo la barra dritta - chiosa - possiamo andare avanti». Gasparri e La Russa sembrano d'accordo. Cominciano a squillare i cellulari, gli appuntamenti incombono. I tre si alzano, pagano e se ne vanno. Non prima che Matteoli, forse per stemperare un po' la tensione, racconti un aneddoto. Qualche risata e poi via verso le attività istituzionali. Il vertice di piazza Di Pietra ha dato ottimi risultati.

15/07/2005










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