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La Lega: «Roma è marcia, Milano capitale»

Per Storace è chiaro che Bossi punta a far cadere il governo. Veltroni si appella a Berlusconi

Eccolo: si devono fare anche «atti di visibilità», secondo Umberto Bossi, «come spostare la capitale a Milano», o come «portare il Senato federale a Milano». «La coperta - ha detto il ministro delle Riforme a Radio Padania - è corta. Se lo Stato paga il debito pubblico non può pagare più la sanità, non può pagare la scuola. È questa la realtà del Paese. È la conseguenza di un Paese fallito, guidato da comunisti, democristiani e socialisti e sindacati i quali portarono al fallimento il Paese, al debito pubblico enorme e si è salvato perchè era esatto fare la secessione. Davanti ad un paese che fallisce che cosa devi fare? Bisogna ripartire ex novo».
Quindi, ha sostenuto Bossi, «muovemmo la secessione sperando che cambiassero qualcosa, ma il cambiare è di una difficoltà enorme. Bisogna dare peso al nord, insomma il nord è quello che mantiene tutto questo Paese».
E riparte il fiume di reazioni. Laconico il presidente della Regione Lazio Francesco Storace: «Non se ne può più delle dichiarazioni di Bossi. Un leader politico ha il dovere di essere serio, soprattutto quando è segretario di un partito di maggioranza e ministro delle Riforme». E poi rivolge di nuovo appello: «Occorre che Berlusconi prenda in mano la situazione, anche perché ho l'impressione che Bossi punti a far cadere il Governo».
Indignato il sindaco di Roma Walter Veltroni: «Al punto in cui siamo, nessuno può sfuggire al giudizio da dare sul comportamento di un ministro che, rinnegando il suo giuramento sulla Costituzione nella quale è scritto che Roma è la capitale d'Italia, continua a seminare odio e ragioni di divisione nel Paese. Ma tacere e avallare con il silenzio questo comportamento, come ormai da giorni e giorni fa il Presidente del Consiglio, è altrettanto grave e, dopo le dichiarazioni di oggi, inaccettabile».
Il presidente della Provincia di Roma Enrico Gasbarra si rivolge a Ciampi: «Dato che dal governo non si riesce ad avere una posizione netta e chiara a difesa della Capitale, faccio appello al Presidente della Repubblica affinché intervenga per mettere fine alle offese che il ministro per le Riforme puntualmente rivolge a Roma e alla Costituzione».
Neanche il sindaco di Milano, Gabriele Albertini, lo segue: Milano vuole essere solo capitale del capitale». Ma Bossi rincara la dose più tardi e dice: «Ci vuole un antidoto a Roma perché è lì che c'è il marcio. Deve venir su a Milano almeno il Senato federale. Tutti i problemi del Paese sono legati al debito pubblico. Le agenzie di rating ci obbligano a fare certe cose, siamo sempre sotto ricatto di altri».
Ironica An: «Quando Bossi arriverà a insultare se stesso «avrà il nostro sostegno», dice il portavoce del partito, Mario Landolfi. Gode Piero Fassino (Ds): «Bossi non sa quello che dice, straparla». Per Massimo D'Alema (anche lui della Quercia) Berlusconi «o caccia via un ministro del suo governo per queste affermazioni oppure ne è corresponsabile». Pierluigi Castagnetti (Margherita) si spinge anche oltre e dichiara di essere pronto a votare una mozione di sfiducia contro Bossi.
F. D. O.

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