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PERUGIA

Il comitato che si batte per la legalità

Un pezzo di società civile che vuole battersi per riportare la legalità nell'ordinamento giudiziario. Sono avvocati, magistrati in pensione, politici e semplici cittadini che hanno dato vita a Perugia al Comitato nazionale per la giustizia. Da un loro esposto è nata l'inchiesta della Procura di Brescia sulla gestione del fascicolo 9520 da parte dei magistrati di Milano Boccassini e Colombo. Un'inchiesta che ha provocato il putiferio. «È stato un fulmine a ciel sereno» dice il presidente dell'associazione, l'avvocato Giacomo Borrione. Di «denuncia al di fuori di qualsiasi logica politica» parla invece il segretario del comitato, Gianfranco Sassi, magistrato ora in pensione e in passato capo della procura circondariale perugina. Entrambi spiegano che l'esposto è nato come «una riflessione spontanea» all'interno del direttivo del comitato «dopo le tante notizie apparse sulla stampa». Senza alcun obiettivo politico e, men che meno, per fare favori a qualcuno.

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