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Gli editori: «Nessuna pressione da parte della politica»

Romiti (Rcs Media Group), Profumo (Unicredit) e Tronchetti Provera (Pirelli) respingono l'assalto dell'opposizione

Sulle dimissioni del direttore Ferruccio De Bortoli «non ci sono pressioni politiche», dice Cesare Romiti, presidente di Rcs Media Group. «Che gli editoriali non siano piaciuti è vero, che questi abbiano provocato la richiesta di De Bortoli di lasciare la direzione non è vero», ha puntualizzato Romiti Il presidente di Rcs Media Group ha sottolineato il tenmtativo di far restare De Botoli: «Abbiamo cercato di convincerlo. Lui ha detto no. De Bortoli è un uomo di 50 anni, ha resistito, ha avuto delle battaglie all'epoca di Prodi, di D'Alema, che l'ha portato in tribunale. Come logica - ha concluso - il direttore del Corriere, se vuol mantenere una linea liberale si scontra evidentemente con la classe politica a seconda dei casi, ma questo non c'entra niente con le dimissioni». «Sono state dimissioni spontanee? Sono convinto di sì», ha aggiunto Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit, uno dei soci del patto di sindacato.
«Al Corriere non cambia nulla, è un'istituzione solida», ha assicurato il numero uno del gruppo Telecom e di Pirelli (altro socio), Marco Tronchetti Provera.
In merito al neo direttore Stefano Folli, Tronchetti ha detto che «è una persona preparata sia culturalmente, sia professionalmente e che io stimo». Il presidente di Telecom ha poi reso omaggio al direttore uscente Ferruccio De Bortoli: «Mi dispiace che lasci - ha affermato - perché è persona amica che ha saputo dirigere in questi anni il Corriere con grande professionalità ed è un pezzo della storia del giornale».
D'altro canto, già giovedì sera, erano giunti segnali molto chiari in questa direzione. Ovvero dichiarazioni esplicite da parte degli editori che riconfermavano l'autonomia e l'indipendenza del giornale. La designazione di Folli alla direzione del giornale, aveva spiegato Maurizio Romiti, rappresenta «una scelta in una linea di continuità del giornale e di valorizzazione dei giornalisti interni».
Tutto, aveva aggiunto, «è avvenuto nella totale normalità, tranquillità e serenità» e sono state per altro espletate, aveva sottolineato, «tutte le procedure sindacali». Dopo aver quindi espresso «apprezzamento per quello che ha fatto De Bortoli in tutti questi anni», Maurizio Romiti aveva ribadito che nel cambio di direzione «è stata raccomandata e assicurata l'indipendenza del giornale».
Dichiarazioni che poi erano state ribadite anche nel comunicato ufficiale diffuso da Rcs Media Group e che riconfermavano il patrimonio di autorevolezza del principale quotidiano nazionale.

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