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Minacce alla Cisl, i sindacati tornano in piazza

Epifani: «Non possiamo sottovalutare i segnali». Pezzotta: «Fra di noi restano però divergenze di fondo»

Questa, in sintesi, è la posizione comune che i segretari dei tre sindacati confederali, Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, hanno trovato l'altra sera nell'incontro riservato che si è tenuto a Praga. Nella capitale ceca i leader sindacali hanno incontrato il segretario generale della Cisl internazionale, Guy Rider, per discutere della situazione economica a livello generale dopo la guerra.
I tre leader hanno definito «inquietanti e inaccettabili» le minacce e gli atti intimidatori che ultimamente hanno avuto come obiettivo soprattutto la Cisl. Hanno così deciso di mettere a punto un documento comune e di organizzare manifestazioni «di carattere nazionale» che saranno organizzate a livello territoriale. Una posizione comune è stata confermata anche sulle pensioni e sul confronto con la Confindustria. Cgil, Cisl e Uil hanno invece ribadito l'esistenza di «divergenze» su altri temi, come la rappresentanza e la revisione del modello contrattuale.
«Un conto sono la critica e il dissenso - ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani - un conto sono forme che vanno contro il corretto esercizio della critica. Ci sono stati episodi inquietanti. C'è lo stesso comune allarme, non intendiamo sottovalutare i segnali. Intendiamo lavorare uniti per contrastare le insorgenze di questi fenomeni». Secondo Epifani, la «risposta unitaria» è «il modo più forte per opporsi a questi segnali. Contro questo fenomeno c'è l'intero movimento sindacale. Credo che dovremo preparare insieme un documento e assumere iniziative di carattere nazionale». E iniziative vi saranno a livello locale, probabilmente a partire dalla Sardegna, dove si sono verificati episodi di intolleranza. Il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, ha chiesto di non sottovalutare i segnali inquietanti che arrivano. Ha quindi chiesto di svelenire il clima tra le organizzazioni, cominciando a riconoscere che «non ci sono buoni e cattivi», ma semplicemente diverse opinioni.
«Ci vuole un'operazione per dire - ha spiegato Pezzotta - che siamo tutti contrari a qualsiasi forma di violenza e di modello eversivo». Il leader delal Cisl ha detto che «su alcune cose importanti il sindacato è capace di trovare convergenze». «Abbiamo sempre fatto una distinzione - ha aggiunto - tra atti di terrorismo e contestazioni. Ma un livello di contestazione che va oltre crea un ambiente che favorisce. Crea una giustificazione, bisogna essere chiari». Da parte sua, il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, ha parlato di «operazioni di delegittimazione e intimidazione» e della necessità di «unire le forze del sindacato per mettere un argine a un fenomeno che purtroppo c'è. Su queste cose Cgil, Cisl e Uil non hanno mai avuto differenze».
Il leader della Cisl, Savino Pezzotta, frena però sulla possibilità che l'incontro fra i tre leader sindacali sia un passo fondamentale verso il ritorno a rapporti unitari su tutti i fronti. «Cgil, Cisl e Uil non stanno facendo unità sindacale - ha detto - anche se hanno trovato convergenze su alcune cose importanti». «Su alcune cose importanti (pensioni, confronto con Confindustria, e iniziative contro il terrorismo ndr) - ha detto Pezzotta - il sindacato è capace di trovare convergenze. Bisogna fare un passo alla volta. Chi va in montagna e corre non arriva in cima. Non stiamo facendo unità sindacale, permangono tra le organizzazioni divergenze di strategie profonde. Ci sono delle convergenze, ma prendiamo atto che tra di noi ci sono divergenze di fondo».
Per quanto riguarda Confindustria, i sindacati hanno manifestato la necessità di «chiudere in fretta la partita», presentando al governo richieste comuni, in vista della stesura del Dpef, su ricerca e informazione, infrastrutture, Mezzogiorno e formazione. Epifani, Pezzotta e Angeletti hanno quindi affermato che il confronto è nella fase conclusiva. «Nel confronto con Confindustria -

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