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BRESCIA — Infuocate» celebrazioni a Brescia.


I manifestanti, appartenenti a Centro sociale Magazzino 47, Brescia Social Forum, Collettivi studenteschi, hanno cercato di andare verso la sede del comitato elettorale del candidato sindaco del centrodestra Viviana Beccalossi. Da lì avrebbero voluto raggiungere piazza della Loggia, dove si stanno tenendo le manifestazioni per l'anniversario della strage. Un cordone di polizia ha impedito, però, ai manifestanti il passaggio e alcuni di loro hanno iniziato a esercitare pressioni. È volata anche qualche bottiglia e le forze dell'ordine hanno risposto con una breve carica. Poco dopo i manifestanti, circa 200, e i poliziotti hanno continuato a fronteggiarsi.
Intanto, nell'auditorium San Barnaba, gremito di studenti, si teneva l'incontro coordinato da Manlio Milani, presidente dell'associazione familiari vittime della strage di piazza della Loggia. Fra i partecipanti, Alberto Cavalli, presidente della Provincia di Brescia, e il sindaco Paolo Corsini, che hanno portato le loro testimonianze di familiari e conoscenti delle vittime di attentati e stragi: Umberto Ambrosoli, Giovanna Chelli, Maria Falcone, Daniela Cotugno.
In piazza della Loggia, dopo la deposizione delle corone ai piedi della stele dei caduti, sono intervenuti Giovanna Chelli e Dino Grego, segretario generale della Camera del lavoro di Brescia.
Il procuratore di Brescia, Giancarlo Tarquini, alle domande dei cronisti sulle sorti della terza inchiesta sull'eccidio, tuttora aperta, ha risposto: «Negli ultimi 12 mesi sono stati raggiunti risultati importanti, il termine per la conclusione dell'inchiesta scade in novembre. Contiamo di chiuderla, senza bisogno di un'ulteriore proroga».
Poco dopo il candidato sindaco del centrodestra a Brescia e vicepresidente della giunta regionale, Viviana Beccalossi, è intervenuto a proposito dei tafferugli. «Se il clima qualche giorno fa era caldo, in queste ore si è fatto rovente - si legge in una nota -. Desidero ancora una volta ringraziare pubblicamente le forze dell'ordine per aver impedito ai manifestanti del Centro sociale Magazzino 47 e del Brescia Social Forum di assalire il mio comitato elettorale». «Nonostante i gravi episodi - ha continuato la Beccalossi - ribadisco ancora una volta che non verrà mai meno il mio impegno istituzionale per la ricerca della verità di una strage che non può e non deve rimanere impunita». «A chi pensa di intimidirmi, a chi crede di spaventarmi per il fatto di dover essere costretta a girare con la scorta - ha aggiunto - rispondo che l'esito delle urne mi rende ancora più forte e consapevole della possibilità di diventare sindaco di chi vuole una Brescia davvero democratica».

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