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L'AVVOCATO TIENE DURO

I Ds vogliono cacciare Taormina dall'Antimafia

E la scottante questione, esplosa all'indomani dei risultati del voto amministrativo, finirà sul tavolo di Pera e Casini. Ai presidenti del Senato e della Camera infatti il presidente della commissione parlamentare Roberto Centaro, di Forza Italia, ha deciso di fare risolvere il delicato problema. Anche perchè il combattivo esponente di Fi non intende affatto dimettersi. E indignato ha risposto la richiesta, accusando i due parlamentari dell'Ulivo di essere «comunisti» e gridando «mafiosi siete voi».
Taormina non intende cedere, come fu costretto invece a fare due anni fa dopo le durissime esternazioni contro i magistrati di Milano fatte mentre era sottosegretario all'Interno. Tre mesi prima invece per incompatibilità con il ruolo di sottosegretario rinunciò alla difesa del capo della Celere di Roma Vincenzo Canterini, nei guai per il blitz alla scuola Diaz a Genova durante il vertice dei G8. Altre due volte davanti a Taormina erano tornate ad incrociarsi sue strade: quella professionale e quella istituzionale. Il primo caso riguardava Delfo Zorzi, condannato per la strage alla Banca nazionale dell'agricoltura di Milano, il secondo si appuntava sulla difesa del boss della Sacra corona unita Francesco Prudentino. Entrambi scatenarono polemiche e imbarazzo. Ora non molla. E questo benchè - come hanno fatto notare i diessini Brutti e Lumia - sia avvocato difensore di alcuni personaggi legati alla criminalità, come Pietro Loiacono, sottoposto all'articolo 41bis (il carcere duro per i mafiosi) e Danilo Sbarra, elemento di spicco della banda della Magliana.
Per Brutti «si tratta di un problema deontologico», per questo sono state sollecitate le dimissioni spontanee di Taormina, perchè la Commissione potrebbe chiedere l'audizione di magistrati che lo stesso esponente azzurro ha incontrato in veste di avvocato difensore. «In Forza Italia, ha aggiunto l'esponente diessino, rischia di prevalere una strategia di attacco all'Antimafia». Secondo Brutti ora, grazie a Taormina, «il lavoro sarà più difficile».
Ma il battagliero esponente azzurro non si scompone e bolla le contestazioni come «un attacco politico». Secondo lui infatti altri parlamentari - anche dell'opposizione come Calvi e di Forza Italia come Vitali - sono nella sua identica posizione, forse anche «deteriore».
D. L.

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