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«No all'aborto seguendo l'insegnamento di don Sturzo»


Sono le linee guida dal movimento politico Solidarietà, costituito a Milano il 12 novembre scorso, che ha tenuto la sua prima assemblea nazionale dei soci fondatori a Pergusa (Enna).
La data iniziale dei lavori, 22 maggio, non è stata causale: era la ricorrenza del 25/mo anniversario dell'entrata in vigore della legge sull' interruzione volontaria della gravidanza contro la quale è stata, oggi, avviata la campagna nazionale di adesione al "Nuovo appello dei liberi e forti".
Obiettivo prioritario di Solidarietà, è stato sottolineato, è di «mettere al centro della politica il diritto alla vita di ogni essere umano sin dal concepimento e in tutto l' arco del suo sviluppo sino al naturale tramonto». Il documento si fonda sull' "Appello ai liberi e forti" rivolto agli italiani da don Luigi Sturzo, che fu l'"anima" del Partito popolare italiano, il 18 gennaio 1919. Solidarietà ha sottolineato che «il riconoscimento del diritto alla vita di ogni essere umano sin dal concepimento è la questione sociale che deve essere affrontata e risolta, con il criterio della sussidiarietà, come premessa essenziale per la pace».
In un documento consegnato anche all' arcivescovo di Caltagirone, mons. Vincenzo Manzella, paese natio di Sturzo, Solidarietà ha spiegato che «la proposta del nuovo soggetto politico costituisce anche un tentativo per superare l' attuale e sterile diaspora dei cristiani impegnati in politica».
Solidarietà ha anche annunciato i suoi tre obiettivi iniziali: la costituzione di comitati in ogni collegio elettorale per l'elezione della Camera dei deputati; la promozione di attività per favorire la presenza del nuovo soggetto politico nelle istituzioni locali; l'adozione in Italia di un sistema elettorale proporzionale corretto, che garantisca insieme il massimo di rappresentatività e la stabilità di governo.

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