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I sindacati si ricompattano ma soltanto sulla previdenza

Per il resto le distanze tra Cisl e Uil da una parte e Cgil dall'altra sono profonde.
Così, mentre Savino Pezzotta parla di «aperture che il sindacato ha il dovere di cogliere» e di «possibili convergenze» per arrivare a un nuovo patto sociale, e Luigi Angeletti sottolinea i «passi in avanti» fatti da D'Amato (nonostante «l'ossessione per la riforma delle pensioni»), il leader della Cgil, Guglielmo Epifani boccia senza riserve il presidente di Confindustria: «Una relazione deludente, che non coglie affatto i gravi problemi che affliggono il Paese e inaccettabile sul fronte pensioni». Sindacati divisi anche sul tema caldissimo della giustizia: per Pezzotta e Angeletti bene ha fatto il presidente degli industriali a chiedere di svelenire il clima e a proporre una riforma che dia reale autonomia alla politica; per Epifani, lapidario, D'Amato ha solo «dato una mano a Berlusconi».
Pensioni, stop anche da Maroni. No alla introduzione di disincentivi per le pensioni di anzianità e no alla decontribuzione per i neo assunti: Cgil, Cisl e Uil su questo punto sono rimaste compatte, liquidando in poche parole l'insistenza di D'Amato nel chiedere prima della Finanziaria una riforma realmente strutturale e definitiva. «Quella di D'Amato è un'ossessione», ha commentato Angeletti, definendo la proposta del leader degli industriali «disastrosa»: «Speriamo che il Governo non la segua», ha detto il leader della Uil, mentre Pezzotta ha sottolineato come sul fronte previdenza la posizione del sindacato è diametralmente opposta a quella di Coindustria. Più duro Epifani, per il quale la riforma delle pensioni proposta dagli industriali «è inaccettabile»: «Discutibile e non condivisibile - ha aggiunto - soprattutto l'idea di abbassare le tutele attraverso i disincentivi».
Ma uno stop a D'Amato sembra arrivare anche dal ministro del Welfare, Roberto Maroni: introdurre disincentivi? «Nella delega questo non c'è», ha detto il ministro, aggiungendo che la riforma delle pensioni sarà approvata entro giugno e che prima di quella data vedrà i sindacati.
Cisl-Uil, ora possibile un nuovo patto. Per Cisl e Uil la relazione D'Amato conferma che la strada per un nuovo patto sociale è percorribile. Pezzotta ha annunciato che tra quindici giorni il documento comune Sindacati-Confindustria con le proposte sul rilancio dell'economia potrebbe essere pronto. E dovrebbe esserci anche la firma della Cgil. Ma l'esito della vicenda non è per nulla scontato.
«Da parte di Confindustria c'è un'attenzione nuova ai problemi reali del Paese, e su queste basi sono possibili elementi di convergenza», ha detto Pezzotta, che ha parlato di «aperture importanti sulle quali il sindacato ha il dovere di inserirsi». Anche per Angeletti, la relazione del leader degli industriali è «un passo in avanti rispetto agli anni passati».

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