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«Dal pool di Milano nuova spallata al governo» L'11 giugno farà altre dichiarazioni «molto temute». Sì al lodo Maccanico solo per i vertici istituzionali

Forte e chiaro, ieri sera, Silvio Berlusconi a Porta a porta, prende spunto dalla vicenda Sme e conferma: «A parte il fatto che è impossibile, ripeto: impossibili che io venga condannato al processo Sme perché non ho commesso alcun reato, ma se ciò, per assurdo, dovesse accadere, resterei al mio posto continuerei a lavorare per portare a termine la legislatura e combatterei fino all'appello e all?eventuale cassazione».
Quanto al processo, annuncia: «La previsione è che io l'11 giugno mi recherò in tribunale a Milano per fare dichiarazioni spontanee. Capisco che sono molto temute, perché racconterò situazioni di cui non io ma altri hanno da temere, in quanto è così evidente che la Sme fu svenduta a costo zero. Farò dichiarazioni spontanee perché ho ancora molte cose da dire...».
Fatto sta, spiega che «io mi difendo dagli attacchi perché ho ereditato da mia madre un grande dono, un carattere sereno. Più mi attaccano e più mi rafforzano». «Non ho mai trattato - dice - l'acquisto nemmeno di un biscotto per l'affare Sme...» sul quale anzi, aggiunge, la Cdl, proporrà una commissione parlamentare di inchiesta.
Quanto al fatto di essersi recato a Milano solo ora, Berlusconi, ha ricordato che la Corte meneghina «non ha voluto concedere la cortesia istituzionale» di ascoltarlo a Palazzo Chigi e che i suoi impegni lo hanno quindi costretto a rinviare. Un altro motivo riguarderebbe Prodi: «Non avrei potuto non toccare - ha detto - la posizione personale del presidente della Commissione europea con cui dovrò collaborare per sei mesi».
«Romano Prodi - ha aggiunto peraltro - è una maschera che copre l'essenza della coalizione di centrosinistra, quella della dottrina comunista». E «quando dico che in Italia c'è ancora una ideologia comunista diffusa non sono un visionario», ha aggiunto, ricordando che all'opposizione c'è un partito che deriva dal vecchio Pci e un partito che si definisce della Rifondazione Comunista.
Il premier ha poi affrontato la questione questione dell'immunità parlamentare e del cosiddetto «lodo Maccanico»,ribadendo che le Camere dovrebbero poter fermare le indagini nei riguardi di un parlamentare quando ci sia il sospetto che nei suoi riguardi vi sia il «fumus persecutionis». «La sinistra si scandalizza - ha detto - ma in altri paesi c'è un sistema per il quale quando un parlamentare è attaccato dai magistrati, e c'è il sospetto che questo attacco sia una persecuzione, questi possa ricorrere al Parlamento per uno stop alle indagini». Quindi, escluso «nella maniera più assoluta» che la Cdl presenterà il lodo Maccanico attraverso un decreto legge, Berlusconi ha aggiunto: «proprio stamattina, dopo un ulteriore approfondimento, la coalizione ha deciso che presenterà in Parlamento una proposta secca, stringata, che limiterà la sospensione dei processi in corso soltanto per il capo dello Stato, il presidente della Consulta, il presidente del Consiglio e i presidenti di Camera e Senato, senza estenderla ai coimputati».
Ancora, il premier ha parlato di riforma della giustizia: il governo ha intenzione di separare le carriere di magistratura inquirente e magistratura giudicante. «Il pm deve essere sullo stesso piano degli avvocati difensori, come avviene in altri paesi», invece oggi, ha rilevato, il cittadino che si trova di fronte ad un tribunale «trova dinanzi a sé un giudice che è collega del pubblico ministero». E alla domanda se le due categorie debbano avere anche governi diversi, Berlusconi ha risposto: «Certamente».

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