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POLEMICA SUI FACCIA A FACCIA A «PORTA A PORTA»

Ieri ha infatti firmato il contratto di acquisto del terreno su cui la Rai aveva già un'opzione. Quindi da bravo architetto-costruttore pensa alla centralità della Rai romana aprendo il nuovo cantiere che rivoluzionerà la vita dell'azienda, ma non trascura però il resto del territorio, perché approva i lavori di ristrutturazione dell'Auditorium di Torino in vista di nuovi progetti. Infine, firma il protocollo d'intesa con il Cis Viaggiare fino al 2005, contratto che era scaduto dal 2000 e veniva rinnovato ogni due mesi dal CdA. Insomma, un CdA ad alto tasso decisionale quello di ieri, che solo su Santoro non ha espresso un parere definitivo. In attesa dell'udienza conclusiva del 26 maggio, si è solo accennato a Santoro in riferimento all'Authority. Per quanto riguarda i palinsesti, dopo il rifiuto del giornalista alle due proposte Rai (una pomeridiana e l'altra notturna), di un suo ipotetico programma non v'è traccia, nemmeno in quello presentato da Paolo Ruffini per RaiTre.
Nei prossimi giorni l'azienda studierà il modo per soddisfare l'invito di Cheli su «Excalibur» e martedì 27 maggio il CdA dovrebbe approvare i piani di produzione e il bilancio 2002, completando pure il piano industriale. Ieri la polemica politica ha investito Vespa e il suo «Porta a Porta». Rutelli e Fassino, infatti, hanno chiesto un confronto in trasmissione domani sera con il premier Berlusconi. Per Vespa però l'attuale «grado di tensione raggiunto dalla polemica» non consente il confronto tra Berlusconi e i leader dell'opposizione. Tale «rifiuto» però ha fatto saltare i nervi all'opposizione, che ha bollato Vespa come «antidemcratico», accusandolo di «fornire un alibi a Berlusconi», senza neppure chiederglielo. Ma Vespa replica così: «Volete che non abbia girato a Palazzo Chigi la lettera di Fassino e Rutelli? - dice - Noi i nostri passi li abbiamo fatti tutti, ma un pò di realismo non guasterebbe».

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