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Elezioni, nel Nord Est lo scontro decisivo Girotondisti scatenati: «Berlusconi destabilizza più dei terroristi». Fini frena sul voto anticipato

D'altro canto basta vedere i toni infuocati di questi giorni per rendersi conto che le amministrative che si terranno tra dieci giorni segneranno certamente il dibattito politico. E sia la maggioranza che l'opposizione concentrano le loro attenzioni maggiori sul Friuli Venezia Giulia, dove verrà eletto il "governatore". La Casa delle Libertà è già alla guida della Regione ma ha cambiato il cavallo in corsa, scegliendo di non puntare di nuovo sul presidente uscente Renzo Tondo, di Forza Italia, ma di preferire la vicepresidente Alessandra Guerra della Lega. Il centrosinistra ha candidato un big come il deputato Riccardo Illy, più famoso per essere stato a lungo il sindaco di Trieste. A conferma che proprio il duello Guerra-Illy è quello che catalizza l'interesse è il fatto che il presidente del Consiglio ha scelto Udine per aprire di fatto la campagna elettorale, ma la chiuderà a Roma, dove invece si sfidano ben dieci candidati per la carica di presidente della Provincia. In campo l'uscente Silvano Moffa (An e sostenuto dal centrodestra) che rintuzzerà l'assalto, tra gli altri, del candidato del centrosinistra Enrico Gasbarra.
In totale sono circa dodici i milioni di italiani chiamati (il 10% proprio in Friuli). Si voterà, sempre per le Regionali, anche in Valle d'Aosta. Per le provinciali, oltre a Roma, sono chiamate alle urne anche le zone di Massa-Carrara, Benevento, Foggia e ben otto aree siciliane: Agrigento, Catania, Caltanissetta, Enna, Messina, Palermo, Siracusa e Trapani. Per le Comunali, invece, si voterà in quasi cinquecento comuni, i principali sono quelli di Brescia (dove si terrà l'altra grande sfida tra Paolo Corsini sindaco uscente e Viviana Beccalossi della Cdl), Sondrio, Treviso, Vicenza, Massa, Pisa, Pescara, Messina e Ragusa.
La campagna elettorale è stata fin qui dominata dalla giustizia. E lo sarà sino all'ultimo giorno. Per il leader della Margherita Francesco Rutelli «Berlusconi trasformerà la deposizione al processo Sme del 23, ultimo giorno di campagna elettorale, in un comizio finale». «La smetta di fare l'ipocrita: Berlusconi non ha mai fatto e non fa politica nelle aule di giustizia», replica il vicepresidente dei deputati di Forza italia Antonio Leone. Ad infiammare di più il clima ci hanno pensato i girotondini tornati ieri in piazza Navona. Dalla Chiesa (Margherita) ha detto che «Berlusconi ha prodotto ciò che non è riuscito neanche ai terroristi che mettevano le bombe, per destabilizzare il Paese». E poi giù insulti, compreso un vademecum delle offese distribuito ai manifestanti e un coro della piazza: buffone, buffone. Forza Italia protesta.
Altra tensione arriva dall'ipotesi di elezioni anticipate e, dunque, riportane il tema delicato della scelta del candidato ulivista. Il vicepremier Fini afferma che il governo andrà fino in fondo: la Cdl non mira ad elezioni anticipate perché «gli elettori chiedono stabilità» e poi perché esse non convengono allo stesso centrodestra, visto che impedirebbero di realizzare il punto principale del programma di governo, l'abbassamento delle tasse. Ancora più esplicito il presidente dell'Udc Marco Follini: «Ogni tanto la politica italiana si perde nei labirinti delle fantasie più morbose, e la fantasia delle elezioni anticipate è una di queste». Il capogruppo al Senato di Forza Italia attacca l'Ulivo: «Se si andasse ad elezioni anticipate l'opposizione non avrebbe nemmeno il candidato da presentare agli italiani e l'Ulivo uscirebbe sonoramente bocciato dalle urne». Ma dal centrosinistra rispondono spavaldi: «Parlare oggi di elezioni anticipate è il modo per gettare il paese nella confusione»: dice Rutelli ribadendo che il candidato sarebbe Romano Prodi. Protesta l'ex segretario del Ppi Gerardo Bianco: «Dire oggi che Prodi è il candidato premier dell'opposizione significa pregiudicare la sua posizione». E il segretario del Prc Fausto Bertinotti avverte: «

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