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UNITÀ per la Costituzione resta la prima corrente della magistratura, ma avanzano i gruppi di sinistra.


Fino a ieri sera lo spoglio, con riferimento alle liste, era stato completato in 15 distretti sui complessivi 27. Unicost, la corrente di centro, era prima con 1367 voti, seguita dalle due correnti di sinistra: Magistratura democratica (1062), e il Movimento per la Giustizia (760). Magistratura Indipendente, la corrente più moderata, aveva per il momento 701 voti. Ultima la lista Articolo 3 (222), presente per la prima volta a queste elezioni.
A Milano e a Palermo la vittoria è andata alle correnti di sinistra. Nel capoluogo lombardo, Magistratura democratica, con 241 voti (ne aveva 211 nel '99), è diventata la prima corrente a scapito di Unicost.
A Palermo invece l'affermazione è stata del Movimento per la Giustizia con 112 voti (ne aveva 75 nelle precedenti votazioni).
A Roma, a Napoli e in Cassazione Unicost si conferma il primo gruppo: ma se nella capitale avanza leggermente rispetto alle elezioni del '99,con 275 voti, in Cassazione, e soprattutto a Napoli, è in flessione.
Nel capoluogo campano il secondo gruppo è «Articolo 3», una lista nata dalla fusione di due gruppi radicati a Napoli e a Salerno.
Nelle elezioni del '99 Unicost aveva riportato 2532 voti, Md 1858, il Movimento 835 e M.I. 1446.
Il segretario di Mi Antonio Patrono, che un anno fa si dimise dalla guida dell'Anm contestando la scelta di fare lo sciopero, ieri si è detto «soddisfatto» del risultato elettorale. «Siamo calati un pò rispetto alle elezioni del '99 ma siamo sicuramente andati meglio rispetto a quelle dello scorso anno per il rinnovo del Csm. Noi siamo più moderati e siamo ingiustamente indicati come di destra. Paghiamo quindi un prezzo alla politica dell'attuale governo che giustamente non piace ai magistrati. Le correnti di sinistra invece sono considerate le più lontane dal governo e quindi dalla cattiva politica della giustizia che sta facendo l'esecutivo. In questa difficile situazione, sono soddisfatto». Ora, osserva Patrono, bisognerà «verificare» se è possibile arrivare ad una giunta unitaria.
Di opposto tenore il commento di Livio Pepino, presidente di Magistratura democratica: «La maggioranza che proclamò lo sciopero ha confermato di avere la piena fiducia degli elettori. Invece, chi ha puntato a dividere la magistratura, cioè Mi, ha perso».

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