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APPELLO A RASSERENARE IL CLIMA ANCHE DA FINI

Pera invita ad abbassare i toni, ma lo scontro continua

È stato il presidente del Senato Marcello Pera a chiedere ancora una volta che si ponga fine allo scontro tra governo ed opposizione. «Io credo - ha affermato Pera al convegno dell'Unione Italiana delle Camere di Commercio - non solo che si debbano abbassare i toni della disputa politica, credo che bisogna anche trovare i toni giusti, non soltanto bassi». Il presidente del Senato ha chiesto a tutti di essere «più responsabili, più consapevoli ed anche più rispettosi». Perchè è indispensabile «spezzare quel clima perverso, quella spirale o circolo vizioso e perverso che sta rendendo difficile il clima politico nel nostro paese».
L'appello di Marcello Pera non sembra però aver convinto i due schieramenti contrapposti a porre fine allo scontro ed alle violente polemiche. L'Ulivo, come ha fatto Piero Fassino, continua ad accusare Berlusconi di essere «perseguitato dai suoi fallimenti e dal suo delirio».Lo scontro quindi prosegue senza tregua. Per il vicepresidente del consiglio Gianfranco Fini non sarà possibile una ripresa del dialogo se resteranno «alti» i toni che usa l'Ulivo, un pò perchè siamo in campagna elettorale, un pò perchè il Centrosinistra vuole tentare di «dare una impossibile spallata al governo». Se non si rasserena il clima, è la conclusione di Fini, «non si fanno passi avanti».
La «verità», per Piero Fassino, è che Silvio Berlusconi continua a denunciare inesistenti «complotti» ed anche il «pericolo comunista» per nascondere il fallimento del suo governo a due anni dall'insediamento. Molto più cauto è Clemente Mastella dell'Udeur. Spera che venga accolto l'appello del presidente del Senato Pera perchè, avverte, gli elettori sono stanchi di questa interminabile telenovela e potrebbero non recarsi a votare alle amministrative.
La polemica è quindi sempre incandescente. Per il ministro degli esteri Franco Frattini le «accuse strumentali» rivolte a Berlusconi non serviranno certamente a mettere in secondo piano l'operato dell'Italia e la buona riuscita del semestre italiano di presidenza dell'Unione Europea. L'Ulivo, è il giudizio del ministro Rocco Bottiglione, ormai è «fallito, è stato un sogno» e non basterebbe «neppure il ritorno di Prodi a farlo rivivere».
E. S.

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