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Rissa su Excalibur dopo l'intervista a Berlusconi. Prodi, chiamato ancora in causa, si indigna

Al termine di una settimana densa di polemiche sull'informazione, il presidente della Camera si rivolge ai vertici dell'azienda Pluralismo, una Rai modello Mediaset

Sul pluralismo, infatti, dovrebbe prendere esempio da Mediaset». Nel sabato di passione di viale Mazzini, dopo una settimana fitta di polemiche e di aspro scontro fra i poli, dall'audizione in Vigilanza del presidente Annunziata che ha attaccato il premier, al caso Tg3 e al provvedimento contro Santoro, fino all'intervista di Excalibur, il presidente della Camera Casini decide di invitare i vertici Rai a «prendere spunto da Mediaset» e a lavorare in collaborazione, nonostante le differenze interne. Ovvio il riferimento alle divergenze esistenti fra il presidente giornalista e il direttore generale manager, fra i quali pare sia nuovamente calato il gelo, dopo le incomprensioni sull'ispezione al Tg3.
«Mediaset è frutto della straordinaria intelligenza imprenditoriale di Berlusconi che è cresciuta e si è imposta sul mercato - spiega Casini - è entrata nelle case degli italiani perchè ha saputo esprimere una sua concezione plurale: c'è Fede, ma accanto a lui c'è Mentana, c'è Costanzo, ci ha lavorato Michele Santoro, c'è l'ironia di "Striscia" che non risparmia certo il capo del Governo, c'è insomma un'aria di libertà, che deve essere linfa vitale per il servizio pubblico».
Casini si è quindi rivolto al presidente della Rai, seduta tra le prime file, per incoraggiarla a continuare il suo compito, dopo i complimenti per la sua nomina ricevuti da Storace: «Auguro - ha detto - a Lucia Annunziata un impegno positivo nella Rai, patrimonio di tutti gli italiani».
Nonostante l'intento rasserenante di Casini, ieri lo scontro politico si è indirizzato sull'intervento di Berlusconi al programma di Socci, in onda su RaiDue venerdì sera tardi. Romano Prodi si è detto «indignato» per l'intervista di Excalibur al premier: «Berlusconi strumentalizza la tv», mentre l'Ulivo ha protestato con forza accusando il presidente del consiglio ed il conduttore di aver violato la legge sulla «par condicio». Un coro di polemiche provocato dalle dichiarazioni di Berlusconi che ha parlato del processo Sme che, ha detto, «non travolgerà il governo», e della riforma dell'immunità parlamentare. E Berlusconi ha subito replicato a Prodi: «Mi hanno fatto delle domande e ho risposto. Credo di avere il diritto di rispondere e di raccontare la verità sulla vicenda Sme». A Prodi ha risposto anche il vicepremier Fini, definendo la sua «indignazione fuori luogo, nuovo tassello di una polemica politica», visto che anche la vicenda Tg3 è stata soltanto una strumentalizzazione». Di tutto ciò si parlerà nella riunione del CdA Rai di martedì e nella Vigilanza di martedì e mercoledì.

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