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«Riecco la cupola mafiosa, intervenga la Procura»

La richiesta è stata avanzata all'ufficio giudiziario capitolino dal deputato di Fi Carlo Taormina, componente della Commissione Telekom Serbia, che richiama la convenzione Italia-Svizzera per l'assistenza giudiziaria a sostegno dell'intervento della magistratura italiana per ottenere i documenti citati da Igor Marini nell'audizione davanti alla commissione parlamentare d'inchiesta sull'affare Telekom Serbia. Pressuposto della richiesta di Taormina ai magistrati romani è che «l'ipotizzato riciclaggio a carico di Marini sarebbe reato commesso anche in Italia e comunque, anche se integralmente commesso all'estero, perseguibile in Italia e, come tale, autorizzante agli atti di indagine anche all'estero».
Taormina denuncia l'esistenza di una «cupola mafiosa» che «si muove appena si toccano i santuari del potere dell'opposizione e se ne rischia lo sfaldamento». «Un minuto dopo le dichiarazioni accusatorie di Igor Marini -sostiene l'ex sottosegretario- la cupola mafiosa si è attivata collegandosi con chi, in Italia, è ancora al suo servizio e si è preso il compito di far fermare addirittura due parlamentari della Repubblica e altri organi dello Stato, peraltro presenti nel territorio svizzero come privati cittadini». Secondo Taormina, l'operazione in Svizzera sarebbe «studiata in tutti i particolari». Lo dimostrerebbe, sostiene il deputato di Fi, la stessa «assunzione delle dichiarazioni di Marini». E ciò, «all'evidente scopo di radicare in Svizzera un procedimento per riciclaggio a suo carico onde pervenire al sequestro dei documenti di proprietà dello stesso Marini». Un atto attraverso il quale «si è oggettivamente bloccata l'iniziativa giudiziaria della commissione bicamerale».
«È evidente -afferma ancora Taormina- che una simile operazione presuppone l'intervento di chi in Italia, a livello interno e a livello internazionale, è ancora in grado di esercitare grande influenza e di intrattenere strumentalizzazione con la macchina giudiziaria elvetica, fino a poter ad essa suggerire di assumere le dichiarazioni di Marini e impiantare un contenitore processuale per arrestarlo e paralizzare l'iniziativa italiana».
L'ex sottosegretario all'Interno se la prende con la Procura di Torino. «Fino a questo momento», lamenta, non è stata «in grado di fare qualcosa di utile» per l'inchiesta, «sempre più ricca di risultati invece da quando è gestita dalla commissione bicamerale». E «solo ora si accorge dell'esistenza di Igor Marini e mostra interesse per la documentazione». Preso atto di ciò, aggiunge Taormina, è «urgentissimo intervenire» perchè quei documenti «non siano esposti ad alcun rischio, se è vero che in essi sono racchiuse le prove di responsabilità di Ranocchio, Cicogna e Mortadella».
Taormina mette in guardia dal porre «intralci» agli accertamenti che «immediatamente» dovrebbe disporre la commissione parlamentare d'inchiesta.

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