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Se il relatore si assenta per «bisogni» l'Aula si ferma

È accaduto ieri al Senato, dove era in discussione il disegno di legge sulla sospensione condizionata della pena. Nel corso dell'intervento del Senatore Luigi Bobbio di An, il vicepresidente Fisichella ha notato l'assenza del senatore dell'Udc Borea, relatore del provvedimento. Era stato il senatore Bobbio di Alleanza nazionale a chiamare in causa il relatore durante il suo intervento: «Effettivamente, se il relatore fosse presente in Aula non sarebbe male». Il senatore Menardi di An fa notare che Borea «mi ha chiesto di sostituirlo perché è dovuto uscire per bisogni personali (nello stenografico è scritto: "questioni personali", nda), ma arriva subito».
Il vicepresidente Fisichella è rimasto sorpreso. Probabilmente, il vicepresidente del senato avrebbe concesso la deroga, ma quando Fisichella chiede a Menardi: «Lei fa parte della stessa commissione (Giustizia, nda) del relatore?». Alla risposta negativa del senatore di Alleanza nazionale, membro della Commissione Lavori pubblici, i parlamentari sorridono. L'articolo 43, 4 comma del regolamento del Senato non permette questa sostituzione. L'unico deputato a farlo sarebbe stato il presidente della Commissione Giustizia. Fisichella guarda sconsolato il senatore Bobbio: «A me dispiace che lei sia stato interrotto perché il filo del suo ragionamento, che io stavo seguendo molto attentamente. Però, in attesa che il relatore torni, non posso far altro che sospendere la seduta». Ma il senatore Borea non si riesce a trovare e il vicepresidente Cesare Salvi, subentrato a Fisichella, sospende la seduta per altri dieci minuti. Al secondo tentativo il relatore viene trovato e la discussione prosegue.

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