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NUOVA UDIENZA

Sme, altre dichiarazioni spontanee del premier

All'udienza il presidente del Consiglio non ci sarà, ma non è detto che non faccia valere il legittimo impedimento in base agli impegni istituzionali comunicati ai giudici. «L'onorevole Berlusconi è legittimamente impedito - ha detto uno dei suoi difensori, l'avvocato Niccolò Ghedini - ma abbiamo la necessità di concordare un calendario». Il legale ha spiegato che il premier, come aveva già affermato lunedì scorso in aula, «non ha terminato le sue dichiarazioni spontanee: ha parlato solo della vicenda Sme e ora dovrà tornare a parlare del resto».
Oggi i giudici della prima sezione penale, presieduti da Luisa Ponti, daranno il via ad una nuova udienza per consentire alle parti di concludere le richieste finali e per dare al pm Ilda Boccassini la possibilità di replicare a tutte le prove residue sollecitate nel corso delle ultime settimane, tra le quali figurano ormai un lungo elenco, un centinaio in tutto, di nuovi e vecchi testi che i legali vorrebbero ricitare e reinterrogare. Su tutte le prove chieste, sia che si tratti di documenti, sia che si tratti di testimonianze, a decidere sarà, alla fine, il Tribunale. Ma non è detto che l'ordinanza dei giudici arrivi proprio oggi. In teoria, infatti, il collegio potrebbe riservarsi una decisione per l'udienza successiva, quella fissata cioè per sabato 10 maggio.
L'udienza si aprirà con le richieste di «507» delle ultime due difese rimaste, finora, su questo capitolo, in silenzio. Si tratta degli avvocati Alfredo Quattrocchi, legale di fiducia di Attilio Pacifico, e di Renato Borzone, difensore del giudice Filippo Verde, l'unico ad essere stato prosciolto dalle accuse nel procedimento parallelo Lodo Mondadori-Imi Sir che si è concluso il 29 aprile scorso. Al termine della loro discussione, la parola andrà all'accusa. Il pm Ilda Boccassini darà il suo parere sui documenti e sulle testimonianze che le difese hanno richiesto. E lo stesso faranno le parti civili del processo. Poi, in teoria i giudici dovranno ritirarsi in camera di Consiglio per dire l'ultima parola su un capitolo che, per questo processo, non è di facile soluzione. In Camera di Consiglio, infatti, i giudici si ritroveranno ad affrontare diverse questioni spinose, tra cui quella dell'ormai famoso «fascicolo virtuale», il 9520/95, il fascicolo d'indagine che pressochè tutte le difese hanno chiesto di poter visionare integralmente per verificare se in quelle carte vi è traccia di tutti quegli atti che, secondo i legali, la Procura avrebbe «sottratto», ledendo i diritti della difesa.

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