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Quote latte, compromesso Alemanno-Lega

Il ministro: il Carroccio ritirerà tutti gli emendamenti. Cè: speriamo in un'intesa

Come annunciato, ieri la Lega ha messo in pratica l'ostruzionismo alla Camera per contestare il decreto che deve essere convertito in legge entro il 30 maggio, pena la decadenza. Su ogni emendamento presentato (oltre 2.000, di cui 1.360 della Lega) ieri alla Camera molti deputati leghisti sono intervenuti per un minuto a titolo personale allo scopo di far viaggiare il decreto legge a passo di lumaca. In particolare il Carroccio contesta la rateizzazione delle multe e l'assegnazione delle quote di produzione.
Dopo aver minacciato di ricorrere al voto di fiducia e aver aperto all'opposizione, in serata il ministro Alemanno ha cercato di ricucire lo strappo con la Lega, annunciando in una conferenza stampa la sospensione della discussione in attesa del consiglio Ecofin di Bruxelles. «La Lega Nord si è impegnata a ritirare tutti gli emendamenti» ha dichiarato Alemanno, al termine del vertice con Letta, Bossi e Buttiglione, spiegando che il decreto non decadrà in attesa del consiglio Ecofin del 13 maggio. Ci sono infatti, ha aggiunto il ministro, i tempi tecnici per la conversione del provvedimento entro il 15 maggio. Poi potrà andare in Senato per l'approvazione definitiva entro fine mese.
«Mercoledì ripartirà la discussione del decreto alla Camera» ha detto il ministro per le Politiche comunitarie, Rocco Buttiglione, lasciando la riunione dei capigruppo della Camera, che si è protratta fino a sera tarda. «Speriamo - ha aggiunto Buttiglione - che Tremonti, tornando dall'Ecofin, porti buone modifiche che ci permettano di ammorbidire la protesta leghista. Nel frattempo, studieremo qualche modifica ai vincoli comunitari, senza violarli, per andare incontro al Carroccio». Immediata la reazione della Lega. «Noi - ha commentato il capogruppo alla Camera, Alessandrò Cè - speriamo in un'intesa e ce la metteremo tutta. Ci auguriamo che Alemanno faccia lo stesso».
In mattinata la situazione ha rischiato di diventare incandescente quando l'Ulivo si è inserito nel duello. E ha offerto la disponibilità a votare il testo che razionalizza il settore lattiero-caseario, collegandola «al destino dei nostri emendamenti», come annunciato dal capogruppo dei Ds, Luciano Violante. An si è schierata a fianco del ministro delle Politiche agricole. E il Carroccio ha alzato il tiro contro di lui: «Il nostro atteggiamento sarà ancora più duro. Non è mai accaduto che un ministro invochi il voto dell'opposizione» ha tuonato il capogruppo Alessandro Cè.
Mentre alla Camera era bufera, il Tavolo agroalimentare riunitosi nel pomeriggio a Palazzo Chigi chiedeva all'unanimità la rapida approvazione del decreto sulle quote latte. «Con questo provvedimento - hanno concordato le organizzazioni imprenditoriali coinvolte - «l'Italia potrà essere in condizione di affrontare, con la massima credibilità, il difficile negoziato europeo».
Tensione alle stelle anche da parte degli allevatori del Nord. A Vancimuglio (Vicenza), storico presidio dei Cobas veneti, un centinaio di allevatori ha tentato di marciare con i trattori fino al centro di Padova. A Castrette di Villorba (Treviso) un corteo di trattori, ripetuto più volte durante la giornata, si è mosso a passo di lumaca per le strade. Una decina di trattori dei Cospa si è fermata davanti ai cancelli dei magazzini di distribuzione di un gruppo alimentare a Mestrino (Padova), bloccando l'uscita degli autocarri. Più di cento allevatori hanno bloccato i camion che transitano al valico del Frejus per un volantinaggio contro le importazioni di latte.

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