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IL CONTRATTO

Scuola, breccia nei sindacati

L'atteggiamento dei sindacati ha oscillato dalla chiusura netta (Cgil), al possibilismo (Uil e Cisl), all'apertura di credito, seppure con sostanziali perplessità (Snals). Ieri, poi, è stato il giorno che ha sancito la nascita di un nuovo soggetto, l'Associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola, che chiama a raccolta i vertici degli istituti. Tra i punti del «manifesto» della nuova associazione (che prende il posto dell'Anp) la proposta di premiare una «carriera interna alla funzione docente, basata sul merito e non sull'anzianità», prevedendo «riconoscimenti economici permanenti per coloro che hanno una consolidata idoneità alle funzioni intermedie e che hanno ottenuto risultati sempre eccellenti nell'insegnamento».
Insomma, ai sindacati confederali che chiedono che gli incrementi economici premino l'anzianità (nel momento in cui sottolineano la necessità che gli aumenti ricadano soprattutto sulla retribuzione tabellare), i dirigenti replicano indicando nel merito uno, se non il principale elemento di distinzione retributiva. Oggi c'è un'altra tornata di trattativa, e tutto lascia pensare che sarà una giornata cruciale per il contratto.
La proposta dell'Aran è stata presentata l'altro ieri, dopo una convocazione attesa, ma non scontata, da parte dell'Agenzia di negoziazione. Incontro al quale i sindacati sono andati subordinando l'eventuale prosecuzione della trattativa all'accoglimento sostanziale delle loro proposte, pena la rottura del negoziato.
Uscendo dalla sede dell'Aran, Enrico Panini, segretario generale della Cgil, è stato durissimo nell'attribuire al ministero dell'Istruzione la volontà non di portare avanti il dialogo, ma solo di «affermare il comando». E al ministero Panini, tra le altre «lagnanze», ha addebitato il tentativo di mirare a condizionare o, peggio, ridimensionare la portata delle relazioni sindacali. È questo uno dei nodi che da parte sindacale è stato più battuto, poichè - dice qualche rappresentante del milione e più lavoratori (docenti, personale ata, ausiliari) interessati al contratto - limitando le relazioni si limitano anche le possibilità di partecipare alla vita degli istituti. E, per un contratto scaduto da 17 mesi, quello delle relazioni sindacali se irrisolto rischia di essere un punto paralizzante. Alla chiusura di principio della Cgil, sta facendo riscontro un atteggiamento più possibilista da parte della Cisl e della Uil.

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