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IERI ALLA CAMERA

Sicurezza e Forze armate da An Cocer e sindacati

Il decreto di revisione delle carriere ora all'esame del Parlamento approvato dal governo in attuazione della delega, ha importanza «storica» perché in pratica realizza la lungamente attesa separazione del settore dagli altri del pubblico impiego. Però la parametrazione predisposta non è favorevole al personale dei livelli più bassi (in sostanza truppa e sottufficiali) i quali protestano. Ieri presso il gruppo di An alla Camera il sottosegretario alla Funzione Pubblica Learco Saporito e l'on. Filippo Ascierto hanno ascoltato le richieste portate dai rappresentanti dei Cocer delle diverse Forze e dai sindacati (fra i quali Sap, Sappe, Coisp, Consap, Ugl).
Nel corso della riunione, i due esponenti di An «hanno ribadito l'importanza del provvedimento della riparametrazione che, di fatto, separa il comparto sicurezza e difesa dal resto del pubblico impiego» dando comunque la loro disponibilità «ad analizzare, alla luce delle parziali insoddisfazioni trapelate nei giorni scorsi da parte del personale militare per i contenuti del decreto, eventuali modifiche nei prossimi giorni, quando le commissioni Difesa e Affari Costituzionali della Camera dovranno esprimere il loro parere».
Saporito e Ascierto nel corso dell'incontro hanno comunque ricordato che il decreto sulla riparametrazione è soltanto il primo atto nell'ottica di un nuovo sistema di retribuzione «al quale seguiranno presto altri, come ad esempio l'armonizzazione dei ruoli non direttivi delle forze armate e il riordino delle carriere delle forze dell'ordine e militari».
Dato che il decreto in questi giorni deve acquisire i pareri da parte delle commissioni parlamentari competenti, non è escluso che in questi passaggi il governo possa apportare qualche modifica al provvedimento nell'ambito della delega, nella direzione indicata nelle richieste dei rappresentanti delle categorie che ieri hanno avuto la riunione a Montecitorio con Ascierto e Saporito.
In questi giorni, peraltro, si sono avute proteste nelle caserme contro il nuovo sistema retributivo, che, sulla base di un meccanismo legato al grado più che alle anzianità, prevederebbe aumenti irrisori o nulli per i gradi inferiori, anche a per chi può vantare esperienza ed anzianità di servizio. Il malcontento avrebbe toccato punte del 90% in alcune strutture, con astensioni di massa dalle mense.

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