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Stop ai processi, da domani lo scontro

Al Senato l'esame del «lodo Maccanico» sulla sospensione dei procedimenti penali

Proprio ieri Silvio Berlusconi ha incitato il centrodestra a reintrodurre quei principi costituzionali, eliminati «nella primavera demagogica e giustizialista del '93» che possano evitare il condizionamento di settori politicizzati della magistratura sulla vita dei governi.
La proposta su cui stanno lavorando i senatori del centrodestra riproduce quella prospettata dal deputato ed ex ministro dell'Ulivo Antonio Maccanico lo scorso anno (il cosiddetto "lodo Maccanico"), in alternativa alla legge Cirami sul legittimo sospetto. Il centrodestra, intenzionato a evitare l'eventualità di una sentenza di condanna contro il premier Berlusconi nel processo Sme, ha deciso di «ripescare» la proposta Maccanico e inserirla sotto forma di emendamento in un disegno di legge già approvato dalla Camera, il ddl Boato sull'attuazione dell'immunità parlamentare, da domani all'esame delle commissioni Giustizia e Affari Costituzionali.
Il presidente della commissione Giustizia Antonino Caruso, di An, giudica «opportuna» la proposta che il centrodestra si accinge a formalizzare. «Comunque - gli fa eco il presidente della commissione Affari Costituzionali, Andrea Pastore - intanto si parte con il lodo Maccanico, poi si dovrà affrontare il problema del ritorno alle autorizazioni a procedere». L'opposizione è pronta a dare battaglia. Anche se il ministro della Giustizia Castelli prevede che sul lodo Maccanico ci sarà l'unanimità di tutta la Casa delle Libertà, il centrosinistra, con la sola eccezione dello Sdi, non vuole sentir parlare di sospensione dei processi ed è pronto a dare battaglia. Per il capogruppo della Margherita a palazzo Madama Willer Bordon la norma proposta dal centrodestra è «inammissibile» e rappresenta solo «un salvacondotto per Berlusconi». Il capogruppo diessino Gavino Angius dice che l'Ulivo «non si piegherà agli interessi di Berlusconi». Anche Clemente Mastella dice che di immunità si può parlare «solo nella prossima legislatura». Mentre Antonio Di Pietro preannuncia che comincerà a chiedere le firme per un referendum contro la legge «ferma-processi» il giorno stesso che fosse approvata dalle Camere. I socialisti, invece, sono disponibili a discutere: «Dire no alla proposta Maccanico - dice Ottaviano Del Turco - sarebbe profondamente sbagliato».

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