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Immunità, l'Ulivo boccia la mediazione di Pera

La proposta della sospensione dei processi per le cariche istituzionali fa ricompattare il centrosinistra

Con queste parole il presidente del Senato Marcello Pera ha rivolto un appello all'opposizione affinchè si vari, in un clima bipartisan, il cosiddetto «lodo Maccanico», cioè la sospensione dei processi per le cariche istituzionali.
Ma il centrosinistra, per una volta unito, respinge l'invito per il clima arroventato dopo gli attacchi di Berlusconi alla magistratura. E se oggi al processo Sme il premier Berlusconi, come vogliono alcune indiscrezioni, tirerà in ballo Prodi, sarà definitivamente sotterrata ogni ipotesi di intesa.
Pera in un'intervista rilancia la proposta fatta da Antonio Maccanico a settembre e a febbraio: una legge che sospenda i processi per le cariche istituzionali per la durata del loro mandato. Maccanico la propose, in realtà, come alternativa alla legge Cirami: di qui, appunto, il nome di «lodo». Ma la Cdl non accolse l'invito, e approvò la contestata legge.
Oggi è la volta di Pera a riprendere l'idea: «Non dico "no" alla giustizia e "no" al processo contro i vertici dello Stato - chiarisce Pera - Dico sì alla giustizia e non al processo subito. Per me è prevalente in bene dello Stato: sospendiamo l'azione penale, senza cancellarla ma soltanto rinviandola». Pera auspica anche toni più moderati da parte di Berlusconi.
La proposta della sospensione dei processi per le cariche istituzionali piace ad altri due uomini del dialogo della Cdl, il sottosegretario dalla Giustizia Michele Vietti e il segretario dell'Udc Marco Follini, che chiede al centrosinistra di «sotterrare l'ascia del giustizialismo».
L'Ulivo è invece compatto nel no alla proposta, dai Comunisti Italiani alla Margherita. Il portavoce dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio definisce «inaccettabile» la proposta di Pera, e il senatore del Sole che ride Fiorello Cortiana mette in guardia gli alleati da eventuali «inciuci» con la maggioranza. Anche Marco Rizzo, del Pdci, chiede all'Ulivo di ritirare ufficialmente la proposta (che peraltro Maccanico non ha mai formalizzato) e «di non barattare la dignità delle istituzioni in nome di una inutile logica bipartisan».
Questi appelli all'unità dell'Ulivo non appaiono, per una volta, necessari: porte chiuse a Pera anche da parte del capogruppo Ds al Senato, Gavino Angius, e dal suo collega della Margherita Willer Bordon. «Considero l'intervento del presidente del Senato Marcello Pera inopportuno nel metodo e sorprendente nel merito», dice Angius.
E un «no» arriva anche da chi, come Arturo Parisi, a suo tempo guardò con interesse al «lodo Maccanico», prima che la Cdl lo rifiutasse. «Noi riteniamo che i temi evocati da Maccanico - dice Parisi - siano temi reali, ma mi sembra che oggi non ci sia proprio il clima».
Dal centrodestra giungono le prime reazioni al «no» del centrosinistra: secondo il presidente dei senatori di Forza Italia, Renato Schifani, sarà «difficile» per il centrosinistra dire no a una proposta «saggia e seria». Idea questa condivisa da Follini. Più preoccupato il portavoce di Forza Italia, Sandro Bondi: «Se il tenore delle reazioni fosse quello di Parisi o di Fassino, bisognerebbe prendere atto con una certa preoccupazione dell'inesistenza nel campo dell'opposizione di un minimo di buon senso e di preoccupazione per gli interessi generali del Paese».
Domani riprenderà in Senato la discussione sulla legge di attuazione dell'articolo 68 della Costituzione, al cui interno il centrodestra potrebbe inserire, con un emendamento, la norma sulla sospensione dei processi per le cariche istituzionali. Ma non si può escludere che si procede con una proposta di legge autonoma firmata da tutti i capigruppo della Cdl.
E «Il Riformista» dà un consiglio alla sinistra: agisca per salvare Berlusconi, lanciando lei il lodo Maccanico, per evitare gli scenari «da incubo» che una condanna del premier comporterebbe, e candidandosi invece al governo del paese.

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