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MARTEDÌ A ROMA


Secondo gli organizzatori, l'obiettivo dichiarato della destra «è rendere l'Italia complice del blocco economico contro Cuba e del progetto di rovesciamento politico portato avanti dall'amministrazione Bush».
Critici nei confronti delle mozioni presentate in Parlamento da Ds e Prc, gli autoconvocati, secondo i quali «i partiti della sinistra traccheggiano», sostengono che Cuba è in pericolo. «Chi sottovaluta questa realtà - dicono - non può dimenticarsi la sorte toccata al Nicaragua sandinista o più recentemente all'Iraq. È questo il contesto dentro cui vanno valutati, anche criticamente, le misure di emergenza adottate a Cuba». «Le tre esecuzioni capitali fatte a Cuba - ha aggiunto uno degli organizzatori del meeting - non ci fanno piacere ma non possono essere isolate dal contesto attuale. Speriamo di no, ma crediamo che dopo l'Iraq possa essere la volta di Cuba».
Gli autoconvocati sostengono inoltre che «è meglio difendere e poter migliorare le conquiste della Rivoluzione Cubana che vederle demolite dalla guerra permanente portata avanti dall'amministrazione Usa. Per questo l'offensiva contro Cuba scatenata dalla destra italiana, dai radicali e alla quale si è accodato gran parte del centrosinistra, deve trovare sulla sua strada dei punti di resistenza fermi e la solidarietà con Cuba è uno di questi».

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