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Giovanardi: «È linciaggio spero che il Csm intervenga»


Questa sentenza dimostra che «la verità comincia a venire a galla». A dare questa lettura del verdetto è monsignor Mario Canciani, per tanti anni confessore del senatore a vita. «Questa decisione - dice il sacerdote all'ADNKRONOS - dimostra che la giustizia va avanti. A piccoli passi ma procede. Accontentiamoci». Il sacerdote-amico è convinto che questa decisione in un certo qual modo abbia «premiato la fiducia di Andreotti. Non si è mai perso d'animo nonostante le accuse feroci e ingiustificate che si sono abbattute su di lui. Pensiamo al presunto bacio di Riina. Pura invenzione. Ed ora lo si dice chiaramente».
Monsignor Canciani, che non mancherà di fare conoscere la sua «gioia» per la decisione ad Andreotti, spende anche qualche parola per i suoi detrattori: «Agli accusatori dico che sono semplici omuncoli».
Scontro tra i Poli in campo politico. Molto duro è stato il ministro per i rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi. I rappresentanti dell'accusa, ha denuciato , ricominciano «a linciare la figura politica e morale» del senatore Andreotti. Il Csm «non ha niente da dire al riguardo?», chiede Giovanardi che considera «agghiacciante» il fatto che secondo qualche pm di Palermo «l'imputato è colpevole sia quando viene condannato, sia quando viene assolto».
Il vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera Fabrizio Cicchitto, invece, denuncia l'«ipocrisia» di quegli esponenti del Centrosinistra secondo i quali Andreotti è stato uno statista perchè si è battuto nel processo, al contrario di Berlusconi che invece «contesta la magistratura e si difende dal processo».
La sinistra critica intanto la «strumentalizzazione» del caso Andreotti che il Centrodestra sta facendo, ha sostenuto l'ex presidente della commissione antimafia, il diessino Giuseppe Lumia, allo scopo di sferrare un nuovo attacco alla magistratura. Anche Lumia, come il pm Natoli, è del parere che la prescrizione riconosciuta per Andreotti «getta in ogni caso qualche ombra» sull'operato del senatore a vita.
È la stessa tesi di Fausto Bertinotti per il quale il rapporto tra Dc e mafia è ancora tutto da chiarire. E quindi non condivide il giudizio espresso dal presidente della Camera Casini che ha parlato di assoluzione politica della Dc. Per il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio sbaglia chi «criminalizza» la Procura di Palermo, perchè nella sentenza sarebbe stata riconosciuta la fondatezza di una parte delle accuse.

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