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Una commissione per il vero Tricolore

Lo ha deciso Palazzo Chigi, con un decreto che impegna la commissione a determinare, «nel più breve tempo possibile», «l'esatta gradazione dei tre colori della bandiera nazionale» e a «proporre i necessari accorgimenti affinchè i tre colori non assumano caratteristiche di particolare diversità a seconda del tessuto utilizzato». Soddisfatto il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio che commenta scherzosamente «è stato sventato il golpe cromatico, la commissione ci ridia ora la bandiera italiana doc».
La commissione sarà presieduta dal cancelliere dell'Omri Renato Granata; sarà composta, inoltre, dal capo dipartimento del cerimoniale di Stato della presidenza del Consiglio, da un rappresentante del ministero della Difesa, dal direttore del museo storico nazionale delle bandiere. Dovranno poi designare un loro rappresentante, la presidenza della Repubblica, il Senato e la Camera.
Se i dubbi persisteranno la commissione potrà anche «avvalersi della consulenza di enti, istituti pubblici o privati e alte professionalità nei settori ritenuti d'interesse». La decisione d'istituire la commissione nasce, spiega la premessa al decreto della Presidenza del Consiglio, dalla necessità di fare «piena chiarezza su quali debbano essere i codici cromatici di riferimento per i tre colori della bandiera nazionale, come previsto dalla Costituzione», dopo le polemiche sulla variazione dei colori originali. Polemiche che hanno dato vita anche ad una risoluzione parlamentare bipartisan che chiedeva di conservare «le caratteristiche della bandiera, ovvero la brillantezza del verde, del bianco e del rosso
«Basta polemiche, il governo non ha cambiato i colori della bandiera italiana» è l'invito che arriva dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi, che a sostegno della sua tesi mostra i bozzetti messi a punto dal Poligrafico dello Stato per la realizzazione del nuovo tricolore, ricordando inoltre che la commissione istituita dal governo eviterà ulteriori equivoci.
«Vedo che continuano da parte di esponenti dell'opposizione, come Pecoraro Scanio -afferma l'esponente dell'esecutivo- ironie nei miei confronti e attacchi pesanti al governo sulla questione dei colori della bandiera italiana. I bozzetti ufficiali messi a punto dal Poligrafico dello Stato, che chiunque può visionare, dimostrano che i colori della bandiera italiana non sono stati cambiati rispetto a quelli tradizionali, ma solo codificati, proprio per evitare equivoci e differenziazioni cromatiche troppo accentuate».

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