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«Immunità contro i giudici politicizzati»

Nuovo vertice Cdl sulla giustizia forse mercoledì. Ulivo diviso sulla sospensione dei processi

E la settimana prossima, forse mercoledì, potrebbe tenersi un nuovo vertice sulla giustizia dei quattro saggi della Cdl (Roberto Castelli, Michele Vietti, Giuseppe Gargani e Ignazio La Russa).
A dare impulso alla riforma dell'immunità parlamentare, come ha anticipato Gargani al Il Tempo, è il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, in una lettera a Il Foglio. Il Capo del governo ricorda il 29 e il 30 aprile di dieci anni fa, quando la Camera respinse l'autorizzazione a procedere nei confronti di Bettino Craxi. Subito dopo quel no «fu incardinata - scrive Berlusconi - con brutalità decisionale la riforma costituzionale che portò di lì a qualche mese all'abolizione dell'immunità parlamentare varata con la Costituzione repubblicana dai padri fondatori dell'Italia moderna». E aggiunge: «La sentenza Previti è caduta esattamente nel decimo anniversario della giornata più nera della democrazia italiana (il lancio di monetine contro Craxi, ndr). Il suo obiettivo non è fare giustizia, come dimostrano tutto l'andamento del dibattimento e la violenza con cui è stata costruita la gogna per un deputato di Forza Italia, ma di colpire le forze che hanno avuto il mandato di governare e rinnovare l'Italia. Il nostro dovere è dunque quello di reagire, e di reagire per tempo». «In una democrazia liberale - aggiunge Berlusconi - i magistrati politicizzati non possono scegliersi, con una logica golpista, il governo che preferiscono. Il diritto di decidere spetta agli elettori... Bisogna alzare il tono della nostra democrazia, bloccare il nuovo ordito a maglie larghe del giustizialismo e impedire che si consumi per la terza volta un furto di sovranità. Ripristinando subito le immunità violate, battendosi per la libertà e la decenza».
Forza Italia ribadisce subito che quanto prima presenterà un disegno di legge per ripristinare l'immunità parlamentare. La riforma che va fatta al più presto, secondo il responsabile giustizia Giuseppe Gargani, è quella che recepisce il progetto di Antonio Maccanico (Margherita) di sospendere l'azione penale nei confronti delle più alte cariche dello Stato. E poi, aggiunge, va presentato un emendamento alla proposta Boato per sospendere i processi a carico dei parlamentari (per la quale sono stati previsti ritmi forzati la settimana prossima al Senato). Del pacchetto giustizia messo a punto dalla Cdl fanno parte anche la riforma dell'ordinamento giudiziario e quella del codice di procedura penale alla luce delle norme sul giusto processo. Francesco Nitto Palma (Fi) chiede anche l'istituzione di una commissione d'inchiesta sull'uso politico della giustizia. Ma sull'immunità il capogruppo dei deputati di An Ignazio La Russa frena e sottolinea: per ora non c'è nessun testo e nessuna data fissata. E poi, afferma, una legge non può certamente nascere da una sentenza. An, comunque, precisa, è a favore dell'immunità per le alte cariche dello Stato ma contraria a quella per i parlamentari. La Lega è invece favorevole all'immunità per i parlamentari. Per il capogruppo dell'Udc Luca Volontè «serve un clima più sereno». L'Ulivo già pensa a come contrastare i progetti della Cdl. Se la maggioranza vuole far passare l'immunità, Diliberto (Pdci), Pecoraro (Verdi) e Di Pietro (Idv) pensano a un referendum per abolirla. «Siamo nettamente contrari - dice Siniscalchi (Ds) - alla continuazione di discussioni sulla giustizia che servono solo a risolvere problemi di immunità del premier o dei parlamentari sotto processo. La legge è uguale per tutti e le esigenze della giustizia sono sicuramente altre». Ma Boselli (Sdi) la pensa diversamente e chiede a tutto l'Ulivo di sostenere il lodo Maccanico.

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