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Il Papa richiama i politici

Giovanni Paolo II, durante l'udienza generale di ieri, ha tracciato il ritratto dell'uomo politico «ideale» che dovrebbe essere caratterizzato da una azione quotidiana sempre retta e in difesa dei più bisognosi. A solo poche ore di distanza dalla sentenza contro Cesare Previti, il Santo Padre ha voluto sottolineare con forza il delicato rapporto tra etica e politica, fornendo l'«identikit» del politico «doc». Lo spunto è stato preso dal Santo Padre da un commento al Salmo numero 100 «programma di un re fedele a Dio». Commentando le parole del salmista, il Papa ha parlato dei politici, il cui «modello di vita - ha detto - dovrebbe essere l'agire divino nel governo del mondo». «Un agire - ha precisato - retto da una perfetta integrità morale e da un energico impegno contro le ingiustizie». Deve essere una vita - ha aggiunto - che «intende rigettare il male con rigore e fermezza». Tra le doti più tipicamente pubbliche e sociali, il salmista biblico indicava la lotta contro la calunnia e la delazione segreta, un impegno basilare in una società di tradizione orale, ma anche esortava i regnanti a rigettare «ogni arroganza e superbia» e a rifiutare la compagnia «di chi procede sempre con l'inganno e la menzogna».
D. M.

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