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«IL MINISTERO del Tesoro venne a sapere di Telekom Serbia ben dopo la sua acquisizione» e quindi il dicastero ...

Mario Draghi, ex direttore generale del ministero del Tesoro, ha ricostruito così, nel corso di circa tre ore di audizione davanti alla Commissione Telekom Serbia, la vicenda dell'acquisizione della società telefonica serba, avvenuta nel giugno del 1997. Draghi, incalzato dalle domande del presidente della Commissione, Enzo Trantino (An), ha riferito di essere venuto a conoscenza dell'affaire solo nell'ottobre del 1997, «quando l'operazione apparve nella relazione semestrale ai mercati e nel prospetto informativo all'epoca in cui la società venne privatizzata». Con Biagio Agnes «non usai assolutamente alcun tono mafioso». Draghi smentisce anche di aver sollecitato l'allora presidente della Stet a dimettersi usando l'espressione «sa, lei tiene famiglia...». Quel giorno - ricorda l'ex direttore generale del Tesoro - furono convocati dall'allora ministro del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi sia Ernesto Pascale (ex amministratore delegato della Stet) che Biagio Agnes. Entrambi furono invitati a dimettersi perché «il governo, nella sua collegialità», aveva deciso l'opportunità di un cambio ai vertici della Stet (a Pascale e Agnes subentrarono una settimana dopo rispettivamente Tomaso Tommasi di Vignano e Guido Rossi, ndr). «I due - afferma Draghi - ebbero reazioni diverse»: se Pascale, seppure non di buon grado accettò di lasciare, Agnes rifiutò. Ciampi «gli comunicò il desiderio che si dimettesse, ma Agnes disse di no. L'allora ministro del Tesoro non insistette. Agnes era molto sconvolto, era un uomo in uno stato di gran pena e di grande sofferenza - ricorda Draghi - certamente considerava questa richiesta ingiustificata. A questo punto io mi alzai e lo accompagnai. Mi dispiaceva che una persona che aveva servito per così tanti anni il Paese si trovasse davanti solo una porta dell'ascensore». Ed è a questo punto che i racconti di Agnes e Draghi divergono. L'ex presidente di Stet, in una sua precedente audizione in Commissione, aveva riferito che Draghi lo sollecitò a dimettersi invitandolo a pensare alla sua famiglia e che gli fece notare che a non volerlo più alla Stet era Prodi (allora presidente del Consiglio, ndr). L'ex direttore generale del Tesoro nega: «Non è nel mio stile, nel mio linguaggio» usare un'espressione del genere; ad Agnes «espressi parole generiche di solidarietà». Il presidnete della commissione, enzo Trantino (An), alla fine della seduta, ha commentato lapidariamente: «La capacità di scherma del professor Draghi ha trovato ampia conferma».

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