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IL COMMENTO FUORI DAL CORO

«Ne escono tutti male»Pomicino: «La sinistra adesso abbandoni i toni da Curva Sud»

L'ex ministro del Bilancio, Paolo Cirino Pomicino, ne ha per tutti.
A Berlusconi che parla della necessità di risolvere il problema della politicizzazione di certi magistrati, manda a dire che «bisogna risolvere il problema della politica che è latitante in questo Paese, cominciando con la riforma della giustizia». E alla sinistra, Pomicino - che non vede possibili «ripercussioni politiche» - rimprovera di «aver perso un'altra occasione». «Come è mai possibile - si domanda Pomicino - che una sinistra che affonda le radici in grandi battaglie, alcune delle quali giuste, abbia fatto in questa vicenda processuale la Curva Sud? È sconvolgente che la sinistra si sia tutta ripiegata nelle aule di giustizia dove tifa perché i leader moderati siano condannati».
Nel merito del processo, da «cittadino che non conosce a fondo la questione», Pomicino si pone una domanda su quello che ritiene il nodo centrale e ancora irrisolto del procedimento: «Come mai - è il quesito di Pomicino - la sentenza contestata dell'Imi-Sir di dieci anni fa e ritenuta oggi frutto di corruzione è stata confermata sia in Appello che in Cassazione? Questa è una cosa che lascia sgomenti perché non è possibile che una sentenza uguale a tutti i tre livelli sia frutto di corruzione per un solo livello e dello Spirito Santo per gli altri due». Tutt'al più, a questo punto, «se passaggio di denaro c'è stato, si sarebbe allora dovuto trattare - spiega con una battuta - di corruzione in atto dovuto perché non è possibile immaginare che anche i magistrati della Corte d'Appello e della Suprema Corte siano corretti. E d'altra parte l'accusa non ha mai tentato di ricercare prove della corruzione anche degli altri due livelli. Fatto sta che la sentenza di primo grado è stata confermata, anche se successivamente».
Pomicino non lesina le sue critiche ai protagonisti della vicenda. «Questa sentenza - sottolinea - è stato un lungo calvario dal quale escono male tutti. Esce male la Procura di Milano che si riconferma, dopo Tangentopoli, nell'immaginario collettivo, come giustiziera dei leader moderati tanta è stata la tenacia e la pervicacia perseguita in ogni passaggio dibattimentale. La riprova di questa immagine è l'applauso con il quale la sentenza è stata accolta».

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