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I due Poli alle urne con molte crepe


A partire dal nord, dove la Lega ha deciso, praticamente ovunque, di correre da sola, tanto da far parlare il coordinatore di Forza Italia per le amministrative, Claudio Scajola «di uno sgarbo per qualche consenso in più». Oltre che a Brescia, la Lega ha deciso infatti di presentare proprie candidature anche a Vicenza e Treviso, ma il grande nodo, che per mesi ha creato problemi all'interno della Cdl e in particolare a FI, è stata la candidatura della leghista Guerra alla presidenza della Regione Friuli Venezia Giulia, fatto che ha finito per rovinare i rapporti in FI, a livello locale, tanto da provocare il commissariamento del partito regionale e provinciale: a correre per la poltrona di presidente della Regione voleva infatti essere l'attuale governatore, Renzo Tondo, che, alla fine, ha dovuto accettare di farsi da parte e, almeno al momento, non si sa a quale incarico sarà chiamato o quale ruolo sceglierà di svolgere.
E a Udine l'ex coordinatore friulano di FI Ferruccio Saro ieri ha presentato la propria lista, «Libertà e autonomia per il Friuli Venezia Giulia», anche se Scajola lo aveva messo in guardia: se si candiderà alle regionali di giugno, lo aveva avvertito, «sarà automaticamente fuori dal partito».
Divisioni nella Cdl anche nel comune di Massa Carrara, dove Forza Italia, An e Nuovo Psi hanno candidato un imprenditore apuano, la Lega Nord propone un proprio candidato e l'Udc una terza candidatura. Sul fronte opposto il Prc presenterà una propria candidatura mentre alcuni esponenti dei Verdi non hanno accettato di votare al primo turno per il candidato del centrosinistra e hanno formato una lista civica.
Ma le divisioni non si registrano solo al centro-nord. Con ieri si è chiusa la presentazione delle candidature in Sicilia e la Cdl non è riuscita a trovare unità sul candidato alla Provincia di Trapani: qui, oltre al presidente uscente, Giulia Adamo (FI), si presenta infatti anche il senatore di An Giuseppe Bongiorno, candidato dal suo partito e da alcuni esponenti "dissidenti" del Polo.
Sul fronte opposto, nel centrosinistra, c'è il caso eclatante del leader dell'Udeur, Clemente Mastella, candidato sindaco a Ceppaloni (Benevento) dove sarà sostenuto ufficialmente da Forza Italia e avrà come avversario un diessino. E il caso Ceppaloni non è isolato: lo stesso Mastella ha detto nei giorni scorsi di aver scoperto che a Crotone il segretario provinciale dell'Udeur, candidato a sindaco, ha come antagonisti Margherita e Ds mentre a Vicenza, per le circoscrizionali, Rifondazione non si presenterà in quei collegi in cui sono presenti candidati dell'Udeur. Non va meglio nei piccoli comuni: a Conza della Campania, comune dell'Irpinia, la Margherita è riuscita a dividersi in tre.
Se a qualcuno questo travaglio non fosse sembrato abbastanza, nei giorni scorsi poi ci hanno pensato i leghisti e lo stesso ministro Bossi a rinfocolare la polemica con gli alleati, attaccando la riforma del Titolo V della Costituzione e apertamente il ministro per gli Affari Regionali Enrico la Loggia e annunciando il loro chiaro «no» sul provvedimento. L'atteggiamento della Lega ha indispettito gli alleati, innanzitutto An: «la lega forse confonde Pontida con la corrida ma devono capire che fanno parte di una coalizione e hanno un partito che raccoglie il voto di tre italiani su cento», ha fatto osservare, dalle colonne di un quotidiano, il presidente della Regione Lazio Francesco Storace, leader della Destra Sociale. La Loggia ha cercato, con tatto, di minimizzare le polemiche, facendo intendere che non dovrebbero sopravvivere al voto delle elezioni amministrative di maggio.

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