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«Sono innocente, vittima di persecuzioni»

La difesa: otterremo ciò che ci spetta, cioè l'assoluzione. In Italia la legge non è uguale per tutti


Il parlamentare ha avuto appena il tempo di ordinare una pizza per sé e per i presenti che aspettavano il verdetto in via Cicerone 60 a Roma e per iniziare a pensare alle prossime mosse per tornare al contrattacco. Barricato nel suo studio per otto ore il deputato di Forza Italia è riuscito comunque a urlare la sua rabbia, a esprimere la totale amarezza ma allo stesso tempo la voglia di ricominciare una battaglia giudiziaria con i magistrati milanesi iniziata anni fa.
«È stato condannato un innocente, è la più grave delle ingiustizie», ha tuonato l'avvocato Alessandro Sammarco cinque minuti dopo la lettura della sentenza di condanna di fronte a trenta giornalisti che da ore attendevano davanti all'ingresso dell'edificio dell'avvocato Cesare Previti. Il difensore si è dovuto infatti fermare sulla soglia del palazzo per parlare con i cronisti, circondato anche lui da due guardie del corpo. «È l'ennesimo errore giudiziario, ma non ci fermeremo di certo qui - ha proseguito il difensore - il mio cliente non è stato giudicato dal giudice naturale». E lo stesso Previti, che ha lasciato lo studio alle 24,30, attraverso un comunicato di venti righe ha voluto sottolineare: «L'unica cosa che sussiste in questo processo è la persecuzione giudiziaria che con questa sentenza ha raggiunto il suo culmine». E anche il penalista Sammarco ha lanciato delle vere e proprie sfide ai giudici milanesi, sostenendo che alla fine di questa vicenda giudiziaria la verità emergerà: «Prima o poi uscirà fuori quello che c'è dietro questo processo, le anomalie riaffioreranno, il processo ha avuto un iter drammatico; a Milano la legge processuale è stata cancellata». Dopo i primi secondi di silenzio, appena è venuto a conoscenza della sentenza di condanna accanto ad amici, parenti e al collega il parlamentare ha subito espresso la sua totale volontà di combattere per dimostrare la sua innocenza: «Hanno portato a termine quello che si erano prefissi di fare. Quali altri commenti? Per giungere a questa condanna hanno commesso abusi e omissioni, hanno costruito in laboratorio un teste falso - si legge nel comunicato consegnato ai giornalisti dal difensore Sammarco - che è stato smentito in ogni sua delirante affermazione, hanno occultato prove a mio favore, nascosto verbali a discarico, distrutto le prove delle loro manipolazioni. E i giudici, come pubblici ministeri di complemento, hanno coperto tutto ciò, calpestando sentenze della Cassazione e della Corte Costituzionale, ignorando ogni comportamento ai limiti del reato dei pm». «Questa è una sentenza profondamente ingiusta - ha dichiarato in aula l'avvocato di Previti Giorgio Perroni - noi non ci arrendiamo e cominceremo a pensare subito al futuro per cercare di ottenere ciò che ci spetta, cioè l'assoluzione». È stata presa di mira dall'avvocato Sammarco anche la targa che è affissa nelle aule di giustizia "la legge è uguale per tutti": «Queste parole in Italia non valgono, di fronte a un'ingiustizia bisogna sempre reagire». I giudici hanno disposto nei confronti di Cesare Previti l'interdizione dall'esercizio della professione di avvocato per cinque anni.
Dopo aver letto le motivazioni i difensori dell'imputato presenteranno infine appello contro la sentenza di primo grado e non è escluso che nei motivi del ricorso possa essere richiesta di nuovo dai difensori l'incompetenza territoriale dei giudici di Milano.

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