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Bossi attacca, la Cdl: «È il clima elettorale»

Nel mirino del leader della Lega ora ci sono di nuovo RaiDue a Milano e il Federalismo


Stavolta nel mirino del leader della Lega ci torna la Rai: «Senza una rete Rai al Nord il governo salta. L'Annunziata conta solo per un quinto del Cda, quello che conta è tutto il Cda. Lei d'altra parte è di sinistra ed è normale che faccia il gioco della sinistra ma il Nord deve avere la sua rete». Poi il ministro delle Riforme aggiunge: «A Pontida dirò ai nostri dirigenti che ci siamo un po' seduti stando dentro le istituzioni. È importante stare dentro le istituzioni perché si possono fare le riforme ma è evidente che il nostro movimento deve tornare con forma nel territorio, dove si conquista il vero consenso elettorale». «è assolutamente necessario svecchiare il movimento. Bisogna fare spazio ai giovani, dargli possibilità. È il momento di tornare a correre e i giovani sono importantissimi».
Infine, Bossi conferma: «Non votiamo la riforma La Loggia, non votiamo l'interesse nazionale».
Il diretto interessato, il ministro degli Affari Regionali, Enrico La Loggia, ripete quanto va dicendo da giorni: «Non c'è dubbio che il clima preelettorale può influire in tutte le cose, sarebbe strano che non influisse anche su questo». «Mi auguro che ragionando con calma e serenità - aggiunge il ministro - troveremo la risposta alle perplessità che sono state avanzate. È una buona riforma, faremo un ampio confronto con le regioni e con le autonomie locali. Il percorso è ancora lungo, c'è spazio e tempo per migliorare il testo e nel caso apportare qualche modifica ove fosse ritenuta necessaria».
Glissa anche il capogruppo di An alla Camera Ignazio La Russa: «Non riuscirete a farmi litigare con Bossi: delle sue opinioni parlerò solo dopo la fine della campagna elettorale per le elezioni amministrative». In sintonia Luca Volontè, presidente dei deputati dell'Udc alla Camera: «Non intendiamo rincorrere ora Bossi nelle sue polemiche: risposte ne daremo solo dopo il 25 maggio».
si spinge oltre invece il portavoce di An, Mario Landolfi: «Occorre trovare un modo diverso di stare nella coalizione». E aggiunge: «Ci sono le elezioni anche in alcune realtà significative del nord, la Lega va in fibrillazione e quindi comincia a dare segni di insofferenza e nervosismo. Ma tutto questo può essere derubricato a tattica pre-elettorale, niente di particolarmente allarmante, niente che possa mettere in crisi il governo o la maggioranza, tutto rientrerà all'indomani delle elezioni. Tuttavia questo scalpitare delle lega non porterà un voto in più al Carroccio».
Quanto alla rete Rai a Milano, aggiunge Landolfi, «quella di viale Mazzini è un'azienda. Se conviene alla Rai dare una rete al nord si manda una rete al nord. Ma se si deve fare un piacere alla Lega non si manda la rete al nord. Il problema è che questa storia, sulla quale la Lega ha maldestramente tentato di mettere un cappello politico, sta assumendo un significato improprio. Una decisione del genere va discussa innanzitutto dai vertici Rai, va confrontata con le autonomie locali e va inserita in una strategia di rilancio dell'azienda. Non si può pensare di mandare una rete a Milano solo perché la Lega deve fare campagna elettorale, con il risultato che su questo poi la campagna elettorale la fanno a Roma le sinistre».
Va giù duro invece Marco Follini, presidnete dell'Udc: «Non credo che l'onorevole Berlusconi si sia distratto, bensì l'unico a essere distratto mi sembra Bossi. Distratto dallo spirito di coalizione e anche dal buon senso».

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