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Anche la Camera venderà gadget Ecco la Fondazione Montecitorio

Il progetto ha avuto il via libera dell'ufficio di presidenza della Camera, anche se con qualche riserva da parte di alcuni componenti sullo statuto dello stesso nuovo ente. Tanto che lo stesso presidente Casini ha spiegato che l'argomento sarà approfondito in una nuova riunione.
In realtà il progetto è molto più ampio della sola produzione e vendita di cappelletti e magliette e prevede l'istituzione di una Fondazione che si occuperà soprattutto della promozione culturale. Il segretario della Camera Zampetti spiega che «il progetto di istituzione di una fondazione - si legge nel verbale della riunione dell'ufficio di presidenza - trae origine dalla intensificazione e specializzazione delle attività volte a favorire la conoscenza e la divulgazione del lavoro svolto dalla Camera, a promuoverne l'immagine e soprattutto sviluppare il rapporto con i cittadini. Ciò ha indotto a valutare l'eventualità di istituire un soggetto distinto, ma pur sempre ad essa collegato, in grado di svolgere con più agilità ed efficacia questi compiti».
Casini, dal canto suo, ritiene necessario che «la Camera - è ancora scritto nel verbale - disponga di uno strumento più flessibile per realizzare le numerose iniziative svolte a latere dell'attività istituzionale, dalle mostre alla vendita di gadget, ormai prevista da numerosi Parlamenti». Il presidente dell'aula di Montecitorio sottolinea «il successo registrato dalla mostra dedicata a Renoir che ha consentito a migliaia di cittadini di visitare gratuitamente una esposizione di alto livello avvicinandosi così ai luoghi dell'attività parlamentare». Dunque, la fondazione «potrebbe senz'altro consentire lo sviluppo di queste attività e rispondere a svariate esigenze» dice ancora Casini.
Non tutti sono d'accordo. O forse sarebbe meglio dire che alcuni vogliono saperne di più. Buontempo (An) chiede infatti di approfondire, Tarditi (Forza Italia) concorda invece con l'iniziativa e sottolinea l'opportunità di prevedere un'adeguata rappresentanza dei membri dell'ufficio di presidenza nel consiglio di amministrazione. Un altro azzurro, Deodato, insiste perché nel Cda vi siano anche i segretari di presidenza, mentre Mussi (Ds) concorda ma vuole «chiarimenti circa la natura della fondazione». Ballaman (Lega) precisa che «l'organismo avrebbe sostanzialmente la natura di Onlus (senza fini di lucro, ndr) e invita i colleghi interessati a proporre eventuali modifiche o integrazioni allo statuto». Casini, visto l'accordo di massima, dà il via libera e rinvia ad una successiva riunione l'approvazione dello statuto della fondazione.
F. D. O.

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