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Pensioni, Maroni e i sindacati alla stretta finale

Cgil, Cisl e Uil lanciano la sfida: se non otterremo risposte chiare, lo scontro sarà inevitabile

Il ministro del Welfare ha infatti annunciato ieri che il 6 maggio incontrerà Cgil, Cisl e Uil, aggiungendo che «l'incontro non è mai stato in discussione». In vista del vertice, domani Cgil, Cisl e Uil si incontreranno per fare il punto sul capitolo pensioni. Due i temi in discussione: la posizione assunta dal ministro Maroni nell'ultimo incontro e la strategia comune da mette a punto in vista delle possibili risposte. Al vertice parteciperanno i segretari con delega alla previdenza: Morena Piccinini per la Cgil, Pierpaolo Baretta per la Cisl, Adriano Musi per la Uil.
Ma già alla vigilia dell'incontro unitario i sindacati hanno dato l'aut aut a Maroni: il ministro dia subito risposte chiare sulla delega previdenziale o lo scontro con i sindacati diventerà inevitabile. E se il governo dovesse insistere sulla decontribuzione, sull'obbligatorietà del Tfr ai fondi pensione e sulla partità tra fondi aperti e chiusi, Cgil, Cisl e Uil si dichiarano pronte alla mobilitazione, senza escludere il ricorso allo sciopero generale.
Prima dell'annuncio del vertice del 6 maggio fra il ministro e il sindacati, questi ultimi avevano temuto un rinvio sine die del nuovo incontro. Il timore diffuso era che il governo fosse intenzionato a non affrontare il nodo pensioni prima delle elezioni amministrative del 25 e 26 maggio.
Ma l'annuncio di Maroni ha allontanato ogni preoccupazione. E lo stesso ministro del Welfare ha assicurato che «il clima fra governo e sindacati è buono, anche con la Cgil», aggiungendo che «tutte le ipotesi di rinvio dell'incontro sulle pensioni e le preoccupazioni sono frutto o di un'allucinazione di qualcuno o del tentativo di arroventare un clima che, dal punto di vista almeno del governo, è buono nei rapporti con i sindacati». «Perfino con la Cgil mi pare che, almeno nell'incontro che ho avuto col segretario generale Guglielmo Epifani, ci sia stato un clima buono e non teso - ha aggiunto il ministro -. Da qui ad allora incontrerò anche altri, tutti quelli che mi chiedono di esprimere valutazioni sulla delega». Proprio per domani Maroni ha convocato la Confsal per un incontro sul tema della delega pensionistica e, in particolare, sul problema del trasferimento del Tfr.
A questo punto i sindacati puntano i piedi, sostenendo che ora «ci sono gli estremi per chiudere» ed è «solo una questione di volontà politica. Incassata le disponibilità espresse dal ministro sulla possibile modifica della delega, Cgil, Cisl e Uil attendono risposte decisive sui capitoli «decontribuzione» e «Tfr».
St. Mor.

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