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Passo ufficiale dell'Italia a Cuba contro l'ondata di arresti

Su istruzioni del ministro degli esteri Franco Frattini, il nostro ambasciatore all'Avana ha espresso ufficialmente al Ministero degli esteri cubano la riprovazione del governo di Roma per il recente arresto di settantotto dissidenti cubani. Lo si è appreso ieri alla Farnesina.
In particolare è stato espressa «forte preoccupazione» per lo stato di salute di Espinosa Chepe, sofferente di una grave insufficienza epatica e per il quale non risultano disponibili, nel penitenziario, i medicinali necessari. L'ambasciatore italiano ha sollecitato un trattamento umanitario nei confronti di Espinosa Chepe e perorato la sua scarcerazione. Il ministero degli Esteri cubano ha assicurato che la richiesta italiana sarà prontamente inoltrata alle autorità cubane direttamente competenti sul caso.
L'azione diplomatica segue a una polemica politica che si sta sviluppando, non solo in Italia, sul fatto che le sinistre esitano molto a schierarsi, e comunque certamente si guardano bene dal manifestare, contro la dittatura castrista che non manca di opprimere duramente gli oppositori, tanto che recentemente è ricorsa anche a tre esecuzioni quasi sommarie tramite fucilazione.
Ieri a Bruxelles il vicepresidente del Ppe Antonio Tajani ha chiesto a Bruxelles al presidente della Commissione europea Prodi di intervenire presso Fidel Castro, dopo l'ondata di arresti che ha colpito l'opposizione cubana, per una «verifica» dell'utilizzo dei fondi che l'Europa elargisce nell'isola caraibica.
La risposta che, tramite un portavoce, il presidente della Commissione europea, Romano Prodi, ha dato «a quanti premono per una presa di posizione europea» sulla «situazione del rispetto dei diritti dell'uomo a Cuba» è che sia la Commissione che i paesi membri dell'Unione Europea «hanno condannato immediatamente e pubblicamente l'atteggiamento repressivo delle autorità cubane».

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