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«La sinistra vuole coprire i suoi problemi» Il Premier: «Apprezzabile l'iniziativa di Ciampi per il 25 aprile, ma non ci sarò per un infortunio»

Silvio Berlusconi è un fiume in piena. A Porto Rotondo, dove si trova in vacanza, parte a raffica contro la sinistra che «anche adesso difende le dittature, ora quella di Fidel Castro». A chi gli chiede se il 25 aprile è come la liberazione di Bagdad il premier risponde: «Anche noi siamo stati liberati, ora speriamo che in Iraq si passi alla democrazia». Il Presidente del Consiglio definisce poi «assolutamente apprezzabile» l'iniziativa del presidente della Repubblica Ciampi per il 25 aprile. «Non ci sarò - aggiunge - perchè mi sono preso una settimana di stop anche per finire di curarmi la mano sinistra che mi sono infortunato a San Giuliano, procurandomi uno strappo ai tendini che ancora mi crea problemi». Il premier annuncia anche la fiducia degli italiani in lui è al 56% e non è mai scesa sotto il 50 e che sta per completare il suo terzo libro: "La forza di un sogno".
Da Budapest dove si trova in visita il presidente della Camera Pierferdinando Casini lancia un appello: «Mi auguro che il 25 aprile unisca tutti gli italiani» e «non sia occasione per le ennesime polemiche politiche italiane». «Ci sarà tempo ed è anche doveroso ricordare altri morti perchè i morti non hanno colore politico: come quelli che ad esempio - ricorda Casini - nel triangolo rosso dell'Emilia Romagna si batterono per la libertà contro il totalitarismo».
Ma gli appelli all'unità durano poco. «Per il secondo anno consecutivo, il povero Berlusconi è costretto a riposarsi» ironizza Giulietti (Ds). «Il Presidente del Consiglio mostra ancora una volta disprezzo per la storia repubblicana» dice Rizzo (Pdci). Per Fioroni (Margherita) «il fuoco di fila del centrodestra contro la ricorrenza del 25 aprile trova oggi una pausa tragicomica nell'uovo di Colombo ideato dalla Lega: siccome è una data che divide, va abolita». Ma viene subito smentito dal ministro della Giustizia Castelli (Lega): «È la data dell'inizio della democrazia».
Cerca di gettare acqua sul fuoco Follini (Udc): «Il 25 aprile appartiene a tutti gli italiani. Dividersi oggi sulla festa della libertà è un nonsenso politico. Ad alcuni dei nostri alleati ci permettiamo di sconsigliare polemiche politiche su queste materie, polemiche che servono soltanto ad alimentare nella sinistra l'illusione che la festa sia solo loro». Gli fa eco Rutelli (Margherita): «Il 25 aprile è una data solenne che appartiene a tutto il paese, anche al centro-destra, che dovrebbe rivendicare questa ricorrenza».
L'assessore alla Cultura del Lazio, Luigi Ciaramelletti, spiega che «a tanti anni di distanza e dovendo assolvere al dovere di testimoniare alle giovani generazioni il sacrifico di chi ha immolato la propria vita per gli ideali è ingiusto continuare a negare la necessità di trovare valori con i quali soddisfare la sete di pace, giustizia e libertà, valori che sono oramai un patrimonio comune e condiviso tra tutti gli italiani. Il 25 aprile dovrebbe commemorare la fine della guerra civile combattuta tra opposte ideologie e ricordare tutti coloro che, anche da opposti fronti, lottarono e si sacrificarono per un proprio ideale di Patria esaltando a volte anche valori comuni».

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