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Scuola, contratto al rush finale

Ripartono le trattative dopo l'ok di Tremonti per i nuovi fondi

Sembra essere quasi in dirittura d'arrivo la trattativa per il nuovo contratto degli insegnanti, sono state riaperte le graduatorie permanenti per i precari, cioè le lunghissime liste di attesa per un esercito di oltre 400mila professori. Muove i primi passi incerti la riforma dei cicli, licenziata a marzo dal Parlamento. E intanto il ministro Moratti incassa dai rettori il primo cauto sì alla riforma degli atenei varata venerdì scorso dal consiglio dei ministri. A sbloccare la situazione è stata la decisione del ministro Tremonti di aprire i cordoni della borsa. Se il ministro dell'Economia non quantificava le risorse aggiuntive da destinare all'istruzione infatti non poteva partire la riforma dei cicli e non si poteva chiudere il contratto dei docenti.
INSEGNANTI - Dopo l''ok di Tremonti, il 16 aprile sono riprese le trattative. Ed è stata definita una raffica di appuntamenti tra l'Aran (l'Agenzia per la contrattazione del pubblico impiego) e le organizzazioni sindacali di un milione tra docenti e personale Ata (Amministrativo, tecnico e ausiliario). Si riprende oggi e poi si andrà avanti per una no-stop che potrebbe portare nei primi di maggio all'accordo per il periodo 2002-2005. Le risorse aggiuntive sono state quantificate: per i docenti si tratta di 191 milioni di euro destinati al 2003, più altri 108 milioni riservati dalla Finanziaria 2002. Cifre alle quali vanno aggiunte quelle dell'inflazione programmata. Per il personale Ata sono stati destinati complessivamente 74 milioni di euro.
Qualche ostacolo potrebbe sorgere sulla nuova disciplina giuridica degli insegnanti.
GRADUATORIE SUPPLENTI - È una mini-rivoluzione quella apportata dal ministro dell'Istruzione. Sono state riaperte le graduatorie permanenti dei docenti. Per accelerare i tempi di presentazione delle domande di supplenza da venerdì scorso gli insegnanti precari (sono 422.145) possono farlo direttamente via Internet. Senza cioè dover inviare la solita raccomandata al Provveditorato. C'è tempo fino al 17 maggio. Ogni candidato potrà concorrere per 30 istituti diversi. Le graduatorie saranno pubblicate entro il prossimo 31 maggio. Ci sarà l'attribuzione di un «bonus» di 18 punti per i precari «storici».
RIFORMA CICLI - La riforma da 8 miliardi di euro è stata varata il 13 marzo scorso dal Parlamento. Difficoltà economiche e ricerca delle risorse ovviamente ne rallentano l'entrata a regime. Con un «nodo» da risolvere in fretta, quello dei 560 mila studenti che fra poche settimane lasceranno la scuola media e si troveranno davanti al problema di come e dove assolvere l'obbligo scolastico. E sì perchè mentre 170 mila di loro si iscriveranno ai licei gli altri 390 mila potrebbero «evadere» l'obbligo scolastico, non avendo la possibilità di accedere in alternativa alla formazione professionale (per imparare un mestiere): governo e regioni hanno infatti due anni di tempo per studiare questo «canale». E solo per alcune regioni (Lombardia, Lazio, Molise, Piemonte, Puglia e Trento) è stata trovata una soluzione transitoria, quella cioè di dare ai primi anni di liceo la «patente» di assolvimento dell'obbligo scolastico.
RIFORMA UNIVERSITÀ - Parte la riforma del 3+2. Al suo posto lo schema ad Y: un anno in comune per tutti gli studenti con un minimo di 60 crediti. Poi il bivio: da una parte il percorso cosiddetto professionalizzante (2 anni), che si conclude con la laurea semplice. L'altro dura invece 4 anni. Cauti i rettori: sono d'accordo sull'aumento di flessibilità degli atenei, ma rifiutano l'introduzione di modifiche obbligatorie fin da ora. Vorrebbero inoltre evitare di cambiare nome alle lauree e ai master. Restano comunque in attesa di verificare come lo schema si realizzerà in concreto.

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