cerca

NESSUNA tregua nello scontro per l'egemonia politica nella sinistra.

E il capogruppo della Quercia al Senato, Gavino Angius, dal canto suo dichiara: «Vedo che c'è qualcosa di distruttivo in queste posizioni, riguardo ai Ds, alla sinistra. Non vedo niente di costruttivo, ci vengono rivolte accuse così tanto pesanti quanto prive di fondamento e appiglio».
Per Cofferati, la scelta dei Ds sul voto parlamentare che autorizza l'invio di una missione italiana in Iraq è un errore che definisce «incomprensibile». L'Ulivo, afferma, era riuscito a costruire un rapporto positivo con un movimento ampio e composito. Invece, recrimina Cofferati, non si è andati verso il sentire dei giovani, verso le aspettative di pace, e verso le posizioni europee.
Cofferati quindi esterna le proprie preoccupazioni per le sorti del centrosinistra perché dopo le elezioni amministrative verranno quelle europee che si terranno col sistema proporzionale e la coalizione dell'opposizione rischia di arrivare a quell'appuntamento con le proprie divisioni interne se possibile ancora più accentuate.
Nella nomenclatura dei Ds, Angius, bollate come «distruttive» le accuse al proprio partito, difende la posizione assunta sulla questione della missione dei militari italiani in Iraq. «Abbiamo seguito una linea molto coerente: no alla guerra illegale. Abbiamo manifestato e l'abbiamo detto in tutte le sedi, nelle piazze come in Parlamento. Finita la guerra, abbiamo detto che l'impegno dell'Italia era organizzare un grande sforzo per gli aiuti umanitari al popolo iracheno. E vorrei informare Cofferati che lo abbiamo fatto noi, tutte le forze di opposizione».
Quindi, respinge l'argomento della «rottura con i movimenti» che, osserva non parlano «una sola lingua. Cofferati parla di rottura delle aspettative di pace, come se noi fossimo diventati guerrafondai. Asor Rosa di favore fatto consapevolmente al governo. Accuse che indignano».
Da segnalare la singolare contestazione a Cofferati messa in atto da Antonio Paravia, presidente dell'Associazione industriali di Salerno. Ieri durante il convegno promosso da Aprile nella città, ha assistito al convegno restando seduto per tre ore indossando la mascherina antivirus, mentre l'ex leader sindacale esponeva le sue tesi. Paravia ha anche osservato che «gli interventi sono stati dei monologhi ripetuti, che hanno raggiunto il culmine con la lettura di alcuni versi di Ho Chi Min. Mancava poco che si chiedesse un minuto di silenzio per Pol Pot».

Commenti

Condividi le tue opinioni su Il Tempo

Caratteri rimanenti: 1500