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Minardo: saranno quattro milioni gli italiani all'estero che voteranno

Per tutti loro a febbraio si è insediato al Senato il Comitato per gli Italiani all'Estero, presieduto dal senatore Riccardo Minardo di Forza Italia e composto da dieci senatori in rappresentanza di tutti i partiti.
Senatore Minardo, perché questo Comitato?
«Da parte del Senato c'è sempre stata grande sensibilità nei confronti dei nostri connazionali all'estero, delle loro famiglie e dei problemi che possono avere. Questo Comitato è nato per affrontare alcuni di questi problemi e per sviluppare un rapporto sempre più stretto con cittadini lontani che però fanno sempre parte del nostro paese».
Quando si riunisce il Comitato e quali saranno i prossimi temi sul tappeto?
«La convocazione viene fatta una volta a settimana, qui al Senato. Nella prossima riunione si svolgerà l'audizione del segretario della Consiglio generale italiani all'estero, Narducci, che risiede in Svizzera. Poi toccherà al ministro Tremaglia. Ma in programma abbiamo anche numerose visite, agli italiani in Argentina (i più numerosi), in Brasile, negli Usa e in Germania, Francia e Svizzera».
Tra poco, con il Referundum del 15 giugno, gli italiani all'estero voteranno per la prima volta, quanti saranno?
«Dovrebbero essere circa quattro milioni gli aventi diritto al voto, perché occorre avere la doppia cittadinanza. Di questi, due milioni risiedono nei paesi comunitari e gli altri due negli Stati extra Cee (di cui 1 milione e 200 in Argentina). Con il ministro Tremaglia stiamo cercando di farli votare per corrispondenza. Visto che generalmente c'è scarsa partecipazione al Referendum, tentiamo di farcilitare loro il compito. Una volta ricevute le schede a casa, potranno consegnarle al consolato italiano più vicino. Sarà poi compito del governo prelevare le schede con gli aerei di stato».
Giu. Cer.

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