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«Amplieremo il piano umanitario»

«Abbiamo strutture di eccellenza per le riabilitazioni»

Nel Lazio esistono strutture riabilitative altamente qualificate e, se interpellati, sicuramente aderiremo». L'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Vincenzo Saraceni, raccoglie l'appello dell'Unione europea a correre in aiuto delle piccole vittime della guerra in Iraq.
In che cosa consiste il piano umanitario della Regione Lazio?
«L'anno scorso, prima ancora che si presentasse questa nuova emergenza, la Regione Lazio aveva approvato un piano di accoglienza dei bambini extracomunitari malati. Il piano è stato finanziato con un miliardo e mezzo di vecchie lire e rifinanziato quest'anno. Ma, se servissero maggiori risorse in seguito ai nuovi arrivi, i finanziamenti andrebbero rivisti».
I bambini già ospitati dalle strutture sanitarie del Lazio provengono da Paesi in cui c'è la guerra?
«Non necessariamemte. La maggior parte si rivolge all'Italia perché nel Paese di origine non trova ospedali idonei alle cure di cui ha bisogno».
Quali patologie vengono curate in Italia?
«I numerosi bambini attualmente ospitati dalle diverse strutture sanitarie della regione vengono curati per patologie importanti, come quelle tumorali. Probabilmente i bambini iracheni che arriveranno avranno subito amputazioni e necessiteranno quindi di protesi e di trattamenti riabilitativi. Nella nostra regione in questo settore esiste una rete di grande eccellenza».
Quali strutture sanitarie del Lazio saranno coinvolte per curare i piccoli iracheni?
«Un po' tutte le strutture possono essere coinvolte, a seconda delle esigenze. Sicuramente il "Bambin Gesù" di Roma e il distaccamento di Polidoro, ma anche l'istituto scientifico "Santa Lucia" e il "San Raffaele" di Roma».
St. Mor.

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