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In Friuli gli ex dc passano con la CdL

Il movimento «Terzo Polo» sigla un'intesa con Forza Italia. La Guerra: «Convincerò gli elettori»

«Sono partita tardi - dice la Guerra - ne sono cosciente, sono partita in svantaggio e ho il desiderio fortissimo di recuperare convincendo gli elettori con le proposte concrete e con la capacità di saperle protare avanti». Il candidato del centrodestra sa che proprio nelle ultime ore si è chiuso un accordo che potrebbe dare slancio alla rincorsa. «Abbiamo chiuso un accordo con la Cdl, ci presenteremo nelle liste di Forza Italia» annuncia Michelangelo Agrusti, segretario regionale del Terzo Polo, il "movimento di ispirazione cattolica e popolare" che aveva deciso di uscire dal centrodestra per appoggiare la candidatura del governatore friuliano uscente, Renzo Tondo. Ora che Tondo è tornato sui suoi passi, il Terzo Polo ha avviato una trattativa con Forza Italia, che si è conclusa positivamente. E che potrebbe portare alla Guerra non tanti voti, «ma voti determinanti in particolare in alcune zone» sottolinea Agrusti. Che aggiunge: «Nella zona di Pordenone abbiamo nove sindaci, significa che possiamo decidere per la vittoria di una o dell'altra parte».
L'accordo tra ex Dc e Casa delle Libertà potrebbe essere da battistrada anche a livello nazionale: «Il Friuli può essere anticipatore soprattutto per la costituzione di un nuovo partito che sia effettivamente radicato nella società» spiega ancora il segretario di Terzo Polo, riferendosi proprio al "cambiamento di pelle" di Forza Italia.
Oggi intanto Riccardo Illy presenterà il manifesto ufficiale della sua campagna elettorale. Al termine della manifestazione l'ex sindaco di Trieste partirà per un minitour in regione e firmerà per i cittadini le prime mille copie del nuovo manifesto. Dopo le festività pasquali completerà il tour, con le tappe di Pordenone e Tolmezzo.
L'Ulivo intanto mette le mani avanti. Dopo i toni trionfalistici dei giorni scorsi, c'è chi tende a non parlare più di valore nazionale delle elezioni. «Che significato politico avranno le prossime elezioni? Beh, votano più di 12 milioni di persone, in un Paese dove spesso ci si affida solo ai sondaggi, forse qualche valore ce l'hanno... Quanto al significato del voto, bisognerà aspettarne l'esito» dice Massimo D'Alema.
«Certo - sottolinea il presidente dei Ds - se si manifesterà una tendenza univoca in ogni parte del Paese, allora è chiaro che avrà un significato politico nazionale. Ma si vedrà dopo, eventualmente. Quello che voglio sottolineare è questo: bisogna rispettare il voto reale dei cittadini, mentre il fatto che tutto diventi sondaggio non è giusto ed è profondamente negativo». Ancora più cauto il responsabile enti locali dei Ds, Antonio Cabras: per le amministrative la partita è decisamente «aperta» ed i Ds «godono di buona salute». «Il centrosinistra - spiegato Cabras - è molto più coeso di un'anno fa e nella quasi generalità dei casi la coalizione è nella sua dimensione più larga. Il Friuli? Sarà una bella partita».

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