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«Anche Berlinguer votava con i dc sulla politica estera»

Almeno del centrosinistra di governo». Canta vittoria Clemente Mastella, leader dell'Udeur, dopo l'astensione di quasi tutta l'opposizione alla mozione del governo (e la conseguente quasi astensione della Cdl).
Perché si sente vincitore?
«Perché abbiamo convinto la coalizione a non votare contro. E dunque a essere dalla parte del "no alla guerra". Ma abbiamo anche esaltato la pace. Vedere quello che sta accadendo in Iraq con l'atteggiamento di occupazione della Chiesa cattolica da parte dei musulmani sciiti non ci poteva e non ci può lasciare indifferenti».
Ma non ha convinto tutta l'opposizione....
«Diciamo che sulla stessa posizione si è ritrovata quella parte del centrosinistra che aspira a tornare al governo. E questo è successo perché ha prevalso uno spirito nazionale».
Quindi una parte della sinistra non ha a cuore lo spirito nazionale?
«Be', loro hanno uno spirito internazionale. Sono rimasti fermi all'Internazionale socialista di un tempo».
Quale Internazionale?
«Non saprei. Certamente un'Internazionale molto vecchia. Voglio ricordare che in politica estera anche Enrico Berlinguer, una volta fatta la scelta di essere nella Nato, non aveva difficoltà a votare con i democristiani».
Avete avuto un aiutino anche dal Quirinale?
«Non ho sentito nessuno».
Allora una mano ve l'ha data l'Osservatore romano?
«Penso che ci siamo ritrovati su punti importanti, che toccano le coscienze. E questo è molto importante»
È un passo importante per la ricostruzione dell'Ulivo?
«Direi per la nascita di un nuovo centrosinistra, in cui i moderati sono il traino. Aggiungo: come è naturale che sia. È ovunque così, il centro è il motore. D'altro canto, la sinistra è sempre stata minoritaria. Lo ammise anche D'Alema».
F. D. O.

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