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Sviluppo umano, ambiente, agroalimentare le priorità

È il finanziamento che si appresta ad approvare il ministero degli Esteri (precisamente il comitato direzionale della Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo).
Nella nota informativa per il comitato direzionale, si ricorda che «l'iniziativa si inquadra nelle strategie della cooperazione italiana tese a valorizzare il patrimonio storico-culturale dei Paesi in via di Sviluppo in quanto parte integrante dei processi di sviluppo». «Tale strategia - si sottolinea - avvalorata anche dai risultati della conferenza internazionale di Firenze dell'ottobre '99, associa la rivitalizzazione dell'identità culturale di luoghi particolarmente significativi al sostanziale miglioramento della qualità della vita delle persone che li abitano, in particolare in ambito urbano».
Segue poi la storia del rapporto Italia-Cuba e come si è arrivati alla scelta del finanziamento. Il dialogo con Cuba «si è sviluppato in particolare nel corso di una missione del direttore generale della Cooperazione allo sviluppo a L'Avana nel giugno del 2000; in tale occasione - si legge ancora nella relazione - fu manifestata la disponibilità italiana ad aprire una nuova linea di crediti d'aiuto in favore del governo cubano, il quale, nell'aprile dell'anno seguente, avanzò una formale richiesta di finanziamento a credito di un programma volto al recupero socio-urbanistico della piazza di Cristo a Cuba».
I dirigenti della Farnesina sottolineano che l'iniziativa si inserisce in un programma più vasto che è stato messo a punto dal governo di Fidel Castro per il risanamento e il recupero dell'intero centro storico della capitale. L'innovazione del programma, secondo il ministero degli Esteri italiano, «consiste in una concezione globale e integrata del recupero urbanistico, che assume in tal modo le caratteristiche di una vera e propria rivitalizzazione di tutto il contesto urbano del centro storico dell'Avana, classificato dall'Unesco come "patrimonio dell'umanità"».
Gli italiani effettueranno diversi interventi: ambientale, sociale, architettonico, produttivo, culturale. Ma la direzione generale Cooperazione allo sviluppo tiene anche a sottolineare che la Piazza del Cristo «è l'unica tra le cinque piazze del centro storico dell'Avana interessate dall'operazione di recupero che presenti una vocazione prevalentemente abitativa e di piccolo commercio, fattore questo che la rende maggiormente coerente con il programma di cooperazione allo sviluppo». Il finanziamento, infine, ammonta a 7.492.109 euro a credito d'auto e di un fondo a dono, già stanziato per missioni di assistenza tecnica.
Non sarà questo l'unico intervento italiano a Cuba. Anzi, negli ultimi anni si è registrata una vera e propria ripresa dei rapporti: nel marzo del '98 con la visita a Cuba del sottosegretario Serri (governo Prodi) venne siglato anche un memorandum che impegnava i due governi a dare impulso allo sviluppo umano, con particolare riferimento all'infanzia, all'adolescenza e alla cooperazione universitaria. Successivamente dagli Esteri sono stati tre i settori considerati prioritari: oltre allo sviluppo umano, anche agroalimentare e ambientale. Per il primo sono stati stanziati sei milioni di euro dal '98 al 2001 e proprio nel maggio scorso sono stati stanziati altri 17,5 milioni per la sicurezza alimentare. Alla faccia dei diritti umani.

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