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OGGI LA PRIMA RIUNIONE DELL'OPPOSIZIONE NEL SUD DELL'IRAQ

Governo provvisorio e petrolio per il rilancio

Il tempo stringe, perché il Paese non ha più nè governo, nè risorse economiche, nè moneta, e Washington si dà poche settimane di tempo per ristabilire la situazione e dotare il nuovo Iraq di un governo provvisorio, le cui fondamenta verranno costruite dal generale americano in pensione Jay Garner con l'appoggio del rappresentante della Casa Bianca per l'area, Zalmay Khalizad. Oggi, sotto l'egida degli Stati Uniti, si svolgerà nel Sud dell'Iraq la prima riunione dei rappresentanti dell'opposizione al presidente iracheno deposto, mentre è di ieri la notizia che la totalità dei pozzi petroliferi iracheni - le cui risorse finanzieranno la ricostruzione del Paese - è in mano agli americani e che le esportazioni di greggio potranno riprendere nei prossimi mesi.
A Nassiriya una riunione tra iracheni divisi — Il primo incontro tra esponenti dell'opposizione irachena si svolgerà domani a Nassiryia, una delle prime città cadute in mano agli anglo-americani. È attesa la partecipazione di una sessantina di personalità, tra i quali rappresentanti degli sciiti e dei sunniti, oltrechè dei curdi e della monarchia deposta nel 1958. Ci saranno anche osservatori dell'Onu. Alla riunione sarà presente Garner, il rappresentante speciale della Casa Bianca presso l'opposizione irachena Zalmay Khalizad, Edward Chapman per la Gran Bretagna, Peter Varghese per l'Australia e Ryszard Kryztoszek per la Polonia (Varsavia ha inviato un contingente di alcune decine di soldati a combattere in Iraq). Non ci sarà invece Ahmed Chalabi, il leader del Congresso nazionale iracheno (Inc), che invierà però un suo rappresentante. Chalabi è l'uomo del Pentagono, ma non piace a tutti neppure in seno all'amministrazione Usa. Lo Sciri, principale gruppo dell'opposizione sciita, con base in Iran, non parteciperà. In un incontro con i giornalisti nella base militare di As Sayliyah, nel Qatar, quella del Comando centrale americano (Centcom), un esponente di alto livello dell'Amministrazione Usa ha detto che il governo provvisorio dovrà insediarsi il più presto possibile. Secondo la Casa Bianca, tocca ora infatti agli iracheni decidere il futuro del proprio Paese.
Petrolio contro dollari — Nel suo briefing quotidiano al Centcom il generale Vincent Brooks ha indicato che gli Usa controllano ormai tutti i pozzi petroliferi iracheni e che non ci sono stati, se non in pochi casi, atti di sabotaggio, come successe alla fine della prima guerra del Golfo, nel 1991, quando gli iracheni incendiarono i pozzi del Kuwait prima di ritirarsi. Per rendere di nuovo operativi i pozzi, ci vorranno diversi mesi, ha spiegato Brooks, anche perché le istallazioni sono spesso obsolete e non c'è stata manutenzione.

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